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Nuova casa sabato 21 novembre 2009

Posted by triskeles in Varie e Personali.
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Ci siamo. Avevo già scritto che, entro la fine dell’anno, ci sarebbero stati grandi cambiamenti e questi, sono arrivati. Per la seconda volta, nei suoi tre anni di vita, Triskeles cambia casa. Questa volta è diventato grande e va a vivere da solo in una “casa” tutta sua.  Siate i benvenuti, quella casa è anche vostra ed è stata inaugurata ieri sera, ricordando il maestro Leonardo Sciascia.

http://www.triskeles.eu

Visitatelo. Salvatelo tra i preferiti. Scoprite le nuove funzionalità. Commentate (perchè non si va a fare una visita e poi si rimane in silenzio!). Troverete anche i vecchi post perchè, tra qualche tempo, diremo addio a queste pagine.

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I siciliani e la “Festa dei Morti” lunedì 2 novembre 2009

Posted by triskeles in Sicilia, Varie e Personali.
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In questo giorno particolare, nel quale la Chiesa ricorda tutti i fedeli defunti, lontano dalla mia terra, dai rituali che accompagnano questa giornata, ho riflettuto sul sentimento che la morte proietta sui siciliani.

Guardavo, qualche giorno fa, un film di Pedro Almodóvar che ambientava la prima scena in un cimitero spagnolo dove, donne, madri, vedove, orfane, con devota accortezza pulivano le tombe dei propri cari. La stessa cosa che accade nei cimiteri siciliani nei giorni precedenti la ricorrenza dei defunti. Come se ci si volesse prender cura di una persona non autosufficiente, pulendola per bene per prepararla a ricevere una visita. Ancora oggi, gli anziani sono lì, adempienti a questa visita che non è una cortesia ma un dovere, con la seggiola davanti ai colombai, alle tombe, un rispetto per i propri cari che hanno lasciato un vuoto nella propria esistenza. Un desiderio di comunità e continuità.

E’ un legame forte quello intercorrente tra i siciliani e la morte. Un legame che porta il Principe di Salina, nel Gattopardo, ad attendere “la giovane signora” con trepidazione, un arrivo che non sa quando si verificherà. Un’ansia che diviene amore per le stelle, con la loro luce e il loro ordine, vengono considerate come l’opposto della confusione della storia umana. E’ a Venere che Don Fabrizio si rivolge chiedendosi “Quando si sarebbe decisa a dargli un appuntamento meno effimero nella propria regione di perenne certezza?” Un desiderio di ordine che diviene desiderio della morte, momento nel quale cessa ogni incognita. Una continua preparazione a morire, “quasi uno scontare la morte vivendo“. Don Fabrizio attende la signora delle certezze, il nipote lo rimprovera per questo “Tu, zione, corteggi la morte“, forse perchè incapace di coglierne il significato reale a causa della giovane età. Ecco dunque che nasce il desiderio di esorcizzarla, conoscendola. Familiarizzando con essa e con quella comunità di persone che hanno già intrapreso il cammino della morte. Anche per questo motivo, prima ancora della globalizzazione che ha portato anche a noi la festa di Halloween, in Sicilia, la notte tra il primo e il due novembre, i bambini “ricevono la visita” dei propri defunti che portano doni, dolcetti e i pupi di zucchero, paladini e principesse glassate che rinsaldavano memorie rinfrescando le anime dei familiari che s’erano già congedati dalla vita e dal mondo. Sono i morti a cibare i vivi, che la vita senza la morte manco ci sarebbe. Il giorno dei morti serve a render docili i bambini che, stringendo dolciumi e giocattoli, si recano felici a ringraziare nonni, bisnonni e avi vari ed eventuali, al cimitero. Quella che si celebra non rimane una mera ricorrenza ma viene trasfigurata in una festa da trascorrere in mezzo all’odore di crisantemi e della cera dei lumini devotamente accesi.

La morte non rimane dunque un traguardo o un limite invalicabile ma diviene un sonno che non ostacola i sentimenti. Una perpetuazione reciproca dell’amore nutrito e ricambiato durante la vita terrena. La morte e il sonno fanno parte del dna siciliano, si confondono tra loro e generano sogni che, altri non sono, che un cronico desiderio di immobilità. E’ sempre Don Fabrizio a dichiararlo a Chevalley, in una pagina memorabile de “Il Gattopardo”.

Il sonno, caro Chevalley, il sonno è ciò che i siciliani vogliono, ed essi odieranno sempre chi li vorrà svegliare, sia pure per portar loro i più bei regali; e, sia detto fra noi, ho i miei forti dubbi che il nuovo regno abbia molti regali per noi nel bagaglio. Tutte le manifestazioni siciliane sono manifestazioni oniriche, anche le più violente: la nostra sensualità è desiderio di oblio, le schioppettate e le coltellate nostre, desiderio di morte; desiderio di immobilità voluttuosa, cioè ancora di morte, la nostra pigrizia, i nostri sorbetti di scorsonera o cannella; il nostro aspetto meditativo è quello del nulla che voglia scrutare gli enigmi del nirvana. Da ciò proviene il prepotere da noi di certe persone, di coloro che sono semi-desti; da ciò il famoso ritardo di un secolo delle manifestazioni artistiche ed intellettuali siciliane: le novità ci attraggono soltanto quando le sentiamo defunte, incapaci di dar luogo a correnti vitali; da ciò l’incredibile fenomeno della formazione attuale, contemporanea a noi, di miti che sarebberò venerabili se fossero antichi sul serio, ma che non sono altro che sinistri tentativi di rituffarsi in un passato che ci attrae appunto perchè è morto”.

Statistiche domenica 1 novembre 2009

Posted by triskeles in Varie e Personali.
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Guardando le statistiche delle visite al nostro blog, ho soffermato la mia attenzione su un particolare. Il pannello di controllo consente di vedere le parole digitate, nei motori di ricerca, dai visitatori per trovare il blog. Il termine più uilizzato (una media di 15 volte OGNI giorno) è “pompino“. Un termine (poco delicato!) che è stato utilizzato in un solo post intitolato “Pompinocrazia“. Preso dalla curiosità ho digitato la parola su Google e spulciando tra i risultati della ricerca, arrivato alla quarantanovesima pagina, tra annunci improbabili, video di insegnanti e consigli su come farli al meglio, non avevo ancora trovato il link in questione. Io ho rinunciato a proseguire nella ricerca, altri, magari più devoti a queste pratiche, non si perdono d’animo.

Sono consapevole che questo sia un post abbastanza inutile ma avevo il piacere di comunicarlo ai lettori assidui e di ringraziare questi visitatori occasionali. Un consiglio: ogni tanto, provate a digitare altro sui motori di ricerca. Internet offre spunti più interessanti e materiali più impegnati intellettualmente. Io stesso, non sto qui a scrivere solo di sesso orale come pratica per fare carriera!

Il mio “papello” a Bersani lunedì 26 ottobre 2009

Posted by triskeles in Partito Democratico, Varie e Personali.
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Un tempo, se si avevano dei desideri, si scriveva una letterina a Babbo Natale o, magari a Gesù bambino. Oggi che i tempi son cambiati, si usa scrivere un “papello”. Questo è dunque il mio papello-letterina al nuovo segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani. Un’elenco di richieste da soddisfare, durante la nostra trattativa, affinchè anche io torni a votare per il suo partito.

Caro Pierluigi,
sono un elettore (pentito?) del Partito Democratico. Ne ho seguito la genesi travagliata sin dall’inizio. Faccio parte del “popolo delle primarie” come ci hanno definito i giornali. Nel 2005, c’era da scegliere il candidato premier, prima ancora che nascesse il tuo partito.
Dovevamo eleggere Prodi e Prodi ha stravinto. Quel che è successo dopo, tutti lo sanno, in molti se ne rammaricano ma noi, popolo delle primarie, abbiamo potuto far poco. Si è fatto il Piddì, ci avete chiamato ai gazebo, dovevamo scegliere il primo segretario del partito.
Dovevamo eleggere Veltroni e Veltroni ha stravinto.Prodi e il suo governo sono finiti, Walter ha perso le elezioni (anche quelle in Sardegna) e si è dimesso. Adesso, dopo la breve reggenza di Franceschini, il partito ci ha richiamati a votare.
Dovevamo eleggere Bersani e Bersani ha(i) stravinto.
Questa volta, però, non ci sono cascato e ho votato Marino. Accetto il verdetto dei gazebo, in bocca al lupo, ora è il momento di lavorare per fare il PD e per fare opposizione. Se ti rimane tempo, lavora pure affinchè torni a votare convintamente per voi. A tal fine, le mie richieste sono le seguenti:

 

Voglio un Partito Democratico impegnato sul fronte della Laicità. Che sappia formulare proposte che non puzzino di medioevo nè di caccia alle streghe. Un partito che dialoghi con i cattolici (importante il loro contributo su macrotemi quali uguaglianza e solidarietà) ma che mantenga la rotta verso le libertà personali e di coscienza. Un traghettamento fuori dall’orbita della religione di Stato. Una emancipazione! Mi aspetto proposte serie su ricerca scientifica, trattamento di fine vita, riconoscimento di coppie di fatto, fecondazione assistita. Lo so… sono tutte proposte che schiereranno la Binetti con l’altra parte. Ma non è forse un bene? Sarà un suo problema di coscienza votare con le proposte del Nano che puzza di escort.

Voglio un Partito Democratico impegnato sul fronte della difesa dell’Ambiente. Obama se ne è accorto, molti imprenditori, in Italia, investono sulle energie pulite ma la legislazione è alquanto scarna. Nello stesso ambito ricade la scelta di una politica energetica coerente e disegnata sul lungo termine. Quindi no al nucleare. L’apertura, nell’Est europeo, di due nuovi e grandissimi gasdotti, la costruzione in Italia di rigassificatori, tutto ciò, porta a esser coerenti con le scelte che si intraprenderanno. Deve anche considerarsi la diminuzione della domanda di metano nello scorso anno che ha portato il nostro Paese a importare più gas di quanto non se ne sia consumato. Se ciò sia dovuto a una contrazione della domanda causata dalla crisi o da temperature miti o, invece non si tratti di un surplus vero e proprio, spetta agli analisti definirlo ma l’esistenza di questa bolla energetica che non avrà alcun beneficio sulle famiglie, deve giocoforza condurre a ridisegnare le politiche energetiche.

Voglio un Partito Democratico impegnato sul fronte della difesa del Lavoro. La crisi attuale ha determinato la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro. Il partito che vorrei non considera questi dati come semplici numeri ma riconosce, dietro ciascuno di esso, ogni singolo lavoratore con la sua storia personale, con la sua famiglia. Lo riconosce perchè ha lottato con lui, sul territorio, per difendere il suo lavoro. Perchè il lavoro non si difende (e le imprese non si aiutano) creando degli ammortizzatori sociali che consentano una umiliante cacciata dal mondo del lavoro. Il partito che vorrei, elabora proposte serie contro la gabbia del precariato che reclude i giovani, che non dà loro alcuna prospettiva di futuro.

Voglio un Partito Democratico impegnato sul fronte del suo Rinnovamento. Chi meglio di te, che sei l’espressione di una classe dirigente sempre uguale, immutevole nel tempo, sempre presente nella salute e nella malattia, nella buona e nella cattiva sorte, nella vittoria e nella sconfitta. Mai capace di un gesto di responsabilità. Mai capace di dire “Ok. Ho fatto il mio tempo, ho sbagliato, adesso è il turno degli altri!”. Il partito che vorrei non candida Bassolino, Iervolino, Loiero e tutti quelli che hanno costituito dei potentati. Dei feudi dai quali ricattano lo scisma, spesso arroccati sui cumuli di spazzatura (da intendersi non solo come “monnezza”) che hanno generato e sui quali hanno lucrato consensi e liquidità. Il partito che vorrei, liquida, in Sicilia, coloro che nel 2001 (otto anni fa), consentirono il 61 a 0 a Silvio. Una ferita che ancora brucia nell’orgoglio della Sicilia per bene ma che, a quanto pare, è una nota di merito agli occhi di qualcuno che alle primarie se li candida come capolista alle primarie.

Voglio un Partito Democratico impegnato a fare opposizione. Un partito che dica chiaramente Si o No. Che faccia vedere al mondo che si dissocia dai comportamenti di una maggioranza arrogante. Il partito che vorrei rimane in aula a votare contro i provvedimenti scellerati del Governo e non sale sull’Aventino. Quelle sono scelte del ventennio e all’epoca c’era da protestare contro il rapimento di Matteotti. Oggi fareste solo la figura delle oche starnazzanti sul Campidoglio. Il partito che vorrei è in aula a votare contro lo scudo fiscale perchè non vuole far trapelare sospetti di un conflitto di interessi. Conflitto di interessi… già! Il partito che vorrei lo risolverebbe in un batter d’occhio e non rimarrebbe lì a inciuciare in un do ut des lungo 15 lunghissimi, sfibranti, anni.

Voglio un Partito Democratico impegnato sul fronte della difesa della Costituzione. Che non ceda al miraggio delle riforme spericolate. Il partito che vorrei si riconosce e rispetta i principi della Repubblica, li fa propri e accetta, quasi come un mandato divino, il compito di attuarli. Il partito che vorrei rispetta, e impone rispetto, per le Istituzioni dello Stato perchè il loro vero valore, risiede nella loro strumentalità al bene dello stato. Nel loro essere al servizio del popolo e soggette a quella legge suprema che è la Costituzione. Ed è partendo da questa premessa che può partire il riscatto di terre troppo spesso lasciate a sè stesse. Abbandonate alle criminalità organizzate che, infangando il prestigio delle istituzioni, vi si sostituiscono.

Voglio un Partito Democratico impegnato sul fronte della difesa della Scuola, dell’Università, che abbia il coraggio di investire nella Formazione e nella Ricerca Scientifica, che sappia far diventare, il nostro, un Paese moderno, anche con Infrastrutture moderne ma sicure e non inutili (come sarebbe invece il Ponte sullo Stretto di Messina).

Al termine di questo mio “papello” capisco di esser stato troppo pretenzioso. Forse le mie richieste sono eccessive ma sono il frutto di quindici anni di abiura del centrosinistra. Da qualcosa si dovrà cominciare e spero tu voglia prendere spunto dal mio papello. Solo così mi riporterai a votare Partito Democratico. Non ho aggiunto anche “riduci le tasse” perchè poi Silvio mi avrebbe accusato di aver plagiato il suo contratto con gli italiani.
Spero questa mia lettera ti trovi bene, che tu abbia festeggiato questo risultato importante ma adesso, come ti scrivevo sopra, è tempo di lavorare.

Cordiali saluti,

Marco Lauricella

P.S.: Qualora il tuo lavoro fosse eccessivo e tu non avessi tempo per leggere il mio papello, fammelo sapere e ti scriverò tutto, in maniera molto sintetica su dei pizzini.

Dichiarazione di voto venerdì 5 giugno 2009

Posted by triskeles in Elezioni, Varie e Personali.
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Sono stato molto combattuto in questi ultimi tempi a causa dell’indecisione sul voto da esprimere sabato e domenica. Non ho avuto dubbi sullo schieramento da scegliere perchè, è ovvio che la mia preferenza andrà al centro sinistra. L’indecisione verteva però sul partito. L’illusione del voto utile mi ha rapito per qualche giorno. Credo, tuttavia, si tratti solo di un ricatto cui ricorre il Partito Democratico per nascondere le sue debolezze e contraddizioni. Il peso di due candidature come quelle di Rita Borsellino e di Rosario Crocetta, poi, ha influito non poco. A loro due va il mio augurio e il mio sostegno morale ma non li voterò. Sicuramente accederanno agilmente al Parlamento Europeo ma il mio voto andrà a Sinistra e Libertà.

Voterò, dunque, Sinistra e Libertà e, poichè potremo scegliere il nome di chi mandare in Europa, a Claudio Fava. Già europarlamentare, “è capogruppo del PSE in Commissione Giustizia e Libertà pubbliche. Nel 2006 ha guidato la Commissione d’inchiesta del Parlamento Europeo sui sequestri illeciti operati dalla Cia nel territorio europeo. Proprio per il lavoro sulla CIA il settimanale britannico “The Economist” lo ha premiato come il miglior parlamentare europeo dell’anno 2007.”

La scelta l’ho maturata in queste ultime ore di campagna elettorale. Ho rifiutato la logica del voto utile, consapevole che un voto possa essere utile solo se espresso in piena libertà. Anche il mio voto, dunque, sarà utile. Per ridare voce a quella sinistra che è stata estromessa dalle Istituzioni (a causa anche delle sue contraddizioni e incoerenze). Una sinistra di cui, oggi, siamo orfani. Dalle ultime elezioni politiche è uscito un Parlamento sbilanciato al centro. Il Partito Democratico che avrebbe dovuto rappresentare la nuova anima riformista del paese ha deluso molti dei suoi elettori della prim’ora. Ha rinnegato molti dei valori su cui si basava, ha rinunciato a essere il partito degli italiani estromettendo dalla sua agenda politica temi quali il conflitto di interessi, la laicità dello Stato, i diritti civili. Non posso dar credito a un partito che conta, tra i suoi ranghi, gente come la Binetti. Le candidature della Borsellino e di Crocetta, nella circoscrizione Isole, sono state delle candidature forti che calamiteranno il voto di molti incerti. Non si può negare, tuttavia, che esse sono solo una coperta troppo corta che nasconde a malapena i tirannosauri della politica locale. I famigerati signorotti, di cui ho già parlato, sono i veri detentori delle leve politiche. Signori scelti per cooptazione e non per merito, espressioni di una politica contraria allo spirito delle primarie, vero strumento di democrazia interna, come ci insegnano gli Stati Uniti.

Assenza giustificata lunedì 6 aprile 2009

Posted by triskeles in Luiss, Varie e Personali.
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In queste settimane sono stato poco costante nell’aggiornare queste pagine. Sono successe  tante cose rilevanti e non voglio fare un riassunto. Come uno scolaro diligente, mi presento a voi con la mia giustificazione. Lunedi 30 marzo ho discusso la mia tesi di laurea in Giurisprudenza. Mi sono riservato giusto il tempo dei festeggiamenti con quanti mi sono stati vicini in questi anni. Non smetterò mai di ringraziarli. Adesso, però, il tempo dei baccanali è terminato.

Voglio solo rivolgere un pensiero particolare a quanti hanno perso la vita e a quelli che, adesso, stanno soffrendo per la perdita di una persona cara o della propria casa a causa della tragedia che ha investito l’Abruzzo, questa notte.

Eluana è libera martedì 10 febbraio 2009

Posted by triskeles in DIRITTI umani, Varie e Personali.
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testamento-biologico

Ieri sera abbiamo vissuto l’epilogo della tragedia di Eluana Englaro e della sua famiglia. Quel corpo, sul quale si erano avventati gli sciacalli politici, ha smesso di respirare. Rimane, a noi, la battaglia giuridica, civile e morale del papà di Eluana. Rimane il suo coraggioso esempio e la sua lezione di dignità.

Purtroppo rimangono anche i lucratori. Quel corpo che ha smesso di respirare, rappresenta (e rappresenterà) il feticcio di pulsioni non represse. Il campo di battaglia di crociate anacronistiche e oscurantiste. L’esaltazione di quel dovere alla vita che ci impongono in forza di chissà quali valori. Rappresenterà l’esaltazione ipocrita di una scienza che avrebbe potuto mantenere Eluana nella sua non vita. La stessa scienza che saranno pronti a definire blasfema nel momento in cui sarà in grado di donarci una vita migliore e figli sani.

Rimarrà la ferita di un assalto alla democrazia tentato da politici approssimativi. Rimarranno le conseguenti polemiche che oscureranno la gestazione di una legge sul testamento biologico degna di un paese governato da ayatollah.

Non ci resta che augurare un buon viaggio a Eluana perchè, adesso, finalmente riposerà in quella pace di cui avrebbe già voluto godere 17 anni fa. Grazie Beppino.

Adesso basta! giovedì 5 febbraio 2009

Posted by triskeles in DIRITTI umani, Varie e Personali.
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nero

E’ tempo di tacere. Di rispettare, in silenzio, il desiderio di Eluana e della sua famiglia. E’ tempo, per un paese democratico quale dovrebbe essere il nostro, di dare attuazione a diverse sentenze che riconoscono la legittimità del diritto fatto valere dal signor Englaro.

E’ tempo di liberare Eluana dalla prigione del suo corpo che non è morto ma non è neppure vivo. Eluana vivrà nelle battaglie di chi vuol affermare la propria autodeterminazione, nel credo di quanti sostengono che la vita non può essere un dovere, soprattutto in quelle condizioni!

Buon viaggio Eluana.

Riassunto delle puntate mancate venerdì 16 gennaio 2009

Posted by triskeles in Varie e Personali.
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giornalebagnato

Mi sono concesso una vacanza, da questo blog, abbastanza lunga. Le circostanze richiedono un riassunto di ciò che è accaduto in questi ultimi giorni che sono anche i primi di un 2009 che molti profetizzano “tremendo”.

  • La vicenda Alitalia assume  aspetti grotteschi. La nuova creatura è partita tra le celebrazioni di chi ha voluto questo pasticcio, le lodi per questi imprenditori coraggiosi e le proteste dei lavoratori che celebravano il funerale di Alitalia. Bellachioma esaltava l’italianità della compagnia di bandiera per poi spendersi personalmente al fine di far acquistare ad AirFrance il 25% della Cai. Praticamente azionista di maggioranza. I francesi ringraziano sentitamente il nostro premier con un articolo apparso sul maggiore quotidiano economico d’Oltralpe.
  • Si continua a morire sul posto di lavoro. Da inizio anno a ieri, le morti che ipocritamente chiamiamo “bianche”, contavano venti vittime.
  • La tragedia umanitaria di Gaza si aggrava. “Piombo fuso” è il nome dell’operazione militare israeliana. Una reazione spropositata che miete vittime il più delle volte innocenti. Una reazione che non si ferma neppure sotto la bandiera delle Nazioni Unite arrivando a bombardare scuole ed edifici gremiti di rifugiati.
  • Si parla di crisi economica mondiale ma in Italia ottiene maggior audience la notizia del maxi ingaggio proposto dal Manchester City al Milan per avere Kakà. Solo 110 milioni di euro per la squadra e 15 milioni di euro per lui.
  • Ieri si è tenuta l’ultima conferenza stampa del presidente uscente George W. Bush. Si conclude finalmente una stagione fallimentare. Otto anni di politiche economiche, monetarie, estere e interne spregiudicate. Un duro lavoro attende il Presidente Obama.

Mala tempora currunt. Il pensiero unico dilaga nel nostro Paese, l’ipocrisia al governo continua a rassicurare noi tutti beffandoci anche con il giochetto della “social card” che si è rivelata una bufala. Per fortuna abbiamo ancora le gnocche da guardare in tv. Sicuramente ci faranno dimenticare la tragedia di Gaza e non dobbiamo sborsare un solo euro!

Ci manchi, Fabrizio domenica 11 gennaio 2009

Posted by triskeles in Varie e Personali.
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