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Il baratro dell’Impero mercoledì 18 novembre 2009

Posted by triskeles in Bellachioma, Embrioni di regime, Resistenza.
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Non è una novità e negli ultimi anni ci siamo abituati alle leggi ad personam cucite su misura per il premier Bellachioma. In questi giorni, la sartoria del Parlamento, è impegnata nel confezionare l’ennesima porcata che calzi a pennello per il satiro di Palazzo Grazioli. Poco importa che la legge sul processo breve rappresenti una bomba nel nostro ordinamento giudiziario. Conta solo lo scopo ultimo: soddisfare l’Utilizzatore finale, far morire i processi nei quali è imputato, ungerlo con l’olio santo della ipocrisia dell’investitura popolare.

Anche questa, è una scusa già sentita. Lui è stato eletto dal popolo. Enorme cazzata perchè “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. I limiti della Costituzione lui li ha superati e finge di non capire che la sovranità APPARTIENE al popolo e non DERIVA dal popolo. Una bella differenza! Ma in questo sfascio delle Istituzioni tutto è permesso e quindi la propaganda radiotelevisiva insiste con questa boiata.

Questo processo non s’ha da fare! Non importa che in altri Paesi del mondo civilizzato, il Premier, o anche il più insignificante sottosegretario, si sarebbero dimessi; la stampa avrebbe fatto la parte del leone chiedendo le dimissioni e il popolo sarebbe sceso in piazza. Non rientriamo nel novero delle civiltà avanzate. Il propagarsi dell’ideologia berlusconiana ci ha portati a un abbrutimento degno del Socing orwelliano. Convinti di vivere in un Impero fecondo e prospero, precipitiamo nella voragine dell’incoscienza.

Il premier è stato eletto dal popolo, ha ricevuto una unzione che è indissolubile. Hanno sacramentato il legame tra i cittadini e il capo. Ogni impedimento alla sua azione di governo diviene automaticamente una eresia e, come tale, meritevole di esser contrastata. Anche con le crociate. Le vittime? I magistrati, i giornalisti, gli avversari politici. I nuovi roghi dell’Inquisizione imperiale non sono più gli stessi che uccisero Giordano Bruno. No, i nuovi giudici sono i vari Feltri, Belpietro, la signorina Signorini. Loro possono accendere i roghi degli scandali dalle colonne dei loro giornali. Inutile ricordare le vittime dell’ultimo anno!

Il Satiro non dev’essere processato! Per questo sarà varata una nuova norma che cancellerà migliaia di processi. Gli interessi di uno saranno tutelati e, con i suoi, anche quelli dei suoi amici. Non ci sono soldi per le spese della giustizia? Vendiamo i beni sequestrati ai mafiosi che potranno ricomprarli tramite comodi prestanome. La corruzione va declassata, anche se costa a ogni cittadino 25.000€ (si, costa venticinquemilaeuro anche a te!). Nel Paese senza passato e senza futuro, l’unica cosa che conta è il presente. Si naviga a vista, signori!

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Avete firmato l’appello lanciato da Roberto Saviano dalle pagine di Repubblica? Se non lo avete ancora fatto, provvedete subito. Siamo quasi 250.000!

S’è rotto il piffero venerdì 9 ottobre 2009

Posted by triskeles in Bellachioma, Embrioni di regime, Resistenza.
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Pied_piper

Il giocattolo si è rotto. Il pifferaio magico non ha funzionato o i topi, questa volta, si son fatti furbi. Dal pomeriggio di mercoledi, infatti, in molti attendono il deposito delle motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale la legge conosciuta come “lodo Alfano”.
Il dispositivo della sentenza però è ormai noto a tutti. In molti l’hanno criticata. Primo tra tutti il nostro utilizzatore finale che non ha perso tempo a sfogarsi davanti alle telecamere, ricorrendo a un ritornello divenuto un classico del pensiero berlusconiano quando lo stesso Bellachioma si ritrova con le spalle al muro: toghe rosse, giornalisti rossi, Presidente della Repubblica comunista e via dicendo. Dimentica il Cavaliere che quello pendente davanti alla Corte Costituzionale non era un processo contro la sua persona ma un giudizio su una legge. E’ collaterale il fatto che si sia sentito chiamato personalmente in causa l’autore di un impero costruito sull’illegalità e sullo shopping di chi viene chiamato a giudicarlo. Aveva messo tanto impegno per farsi fare questo dono da un Parlamento asservito alle sue disposizioni e i frutti di questo “impegno” sono stati annichiliti nei termini che ormai conosciamo. Lui, titolare del potere esecutivo, ha utilizzato il potere legislativo del Parlamento per ostacolare il potere giudiziario dei magistrati che tentano di far chiarezza sul suo passato alquanto torbido. Una vera e propria sovversione al principio della separazione dei poteri, teorizzata da Montesquieu, del quale avevo già parlato su queste pagine. In nessuna altra democrazia moderna avremmo mai assistito a una simile regressione verso scenari di dominio prepolitici o, addirittura, predemocratici.

Come è noto, il “lodo Alfano”, sospendeva i giudizi penali per le quattro alte cariche dello Stato durante il loro mandato. Va da se che l’unico a usufruirne finora è stato lo stesso Silvio. Anche in questo caso un Utilizzatore finale. La sospensione comportava un “riguardo particolare” per quattro cittadini della nostra Repubblica. La Corte Costituzionale, ha semplicemente argomentato che, un tale trattamento di favore, contrasta con uno dei principi fondamentali incisi nella nostra Costituzione che, nell’articolo 3 sancisce l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Continua la Corte a sostenere come una tale deroga debba esser attuata solo modificando la Costituzione, ricorrendo dunque, a una legge costituzionale il cui iter d’approvazione è molto più lungo e complicato.

Cosa possiamo dunque evincere da questi rilievi?
Emerge, come un cazzotto in un occhio, l’ignoranza costituzionale e costituzionale di una delle “alte cariche dello Stato” che chiama anche una trasmissione del servizio pubblico televisivo per autocelebrarsi e insieme autoassolversi. Emerge la sua volontà di rivoluzionare l’assetto di potere disegnato dai nostri Padri costituenti. Non più una Repubblica democratica fondata sul lavoro ma uno stato cucito e ridisegnato sulle sue modeste ma pericolose misure. Emergono i suoi proclami e le sue velleità di divenire un intoccabile solo perchè investito dal voto popolare, immemore del fatto che, allo stato attuale delle cose, il suo Governo continua a dipendere dal Parlamento. Emerge la fatica di un paese ad uscire dall’apnea nel quale è stato sprofondato dal Pifferaio magico. L’incantatore di serpenti che, acquistando pubblicità, ha arruolato come elettori un gregge di erbivori televisivi,ha dovuto solo trasformare l’Italia e farne il suo orto personale.

Emerge, e lo dico con molto sollievo, che nonostante tutto, viviamo ancora in uno stato di Diritto. Nell’Italia del 2009 non tutto si può acquistare o ricattare. Emerge l’uguaglianza di tutti i cittadini. Emerge un assetto di poteri che, sebbene messo a dura prova, regge alle spallate sferzate dal populista che non sa nulla dell’ars gubernandi. Emerge la lungimiranza di chi scrisse per noi la Costituzione e il desiderio di rivedere nei palazzi della politica, personalità eminenti come quelle. Il nostro è stato un paese che ha generato grandi giuristi. Non vogliamo lasciare che questa tradizione prosegua sotto il nome di Angelino Alfano.

Exultet venerdì 2 ottobre 2009

Posted by triskeles in Bellachioma, Embrioni di regime, Resistenza.
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Exultet

Tra il serio e il faceto ci stanno tanti motivi per esultare. Il dominus incontrastato, signore di questa provincia italica e imperatore indiscusso dell’etere è la cagione principale. Le conseguenze del suo operato sono sotto gli occhi di tutti. Ognuno ha i suoi motivi per indignarsi e/o esultare.

In alto gli scudi! Arriva lo scudo. Evasori, farabutti, ladroni e falsificatori di bilanci, siate i benvenuti. L’Italia è il vostro Paese, potete pure tornare adesso che molti vostri colleghi si sono dati da fare e non dimenticate di portare con voi il bottino, la refurtiva. La lotta ai paradisi fiscali che il governo dell’Utilizzatore finale dice di condurre, è una lotta alla concorrenza. Adesso non avrete bisogno di fuggire. Facciamo tutto da noi! I cosidetti “onesti”, forse adesso, seguiranno il vostro mirabile esempio. Era ora!

Finalmente anche noi poveracci ci siamo potuti permettere una serata in compagnia di una escort. Bastava pagare il canone Rai e mettersi sul divano a guardare la puntata di ieri di Annozero. Santoro fa una tv che è di servizietto pubblico invitando la meretrice di Silvio, Patrizia D’Addario. Lui, forse in preda a un feroce attacco di gelosia, si dice “indignato”. Non si capisce se a indignarlo sia il prezzo irrisorio che abbiamo pagato o il fatto che lui, per averla nel lettone di Putin, ha dovuto riempirle una busta con svariate migliaia di Euro. Ciò che più conta, però, è che questa occasione ci ha dato la possibilità di condividere con il premier anche una delle sue donne. Tranquillo Silvio! Santoro, a confronto con te, ha fatto una figuraccia. La poverina stava li con gli occhi lucidi, probabilmente nostalgica delle notti di fuoco trascorse a palazzo Grazioli.

I farabutti italici, convocati dalla Federazione nazionale della stampa italiana, scenderanno in piazza del Popolo a Roma, domani alle 15.30. Con loro manifesteranno i partecipanti alla congiura che tenta di far fuori il premier Bellachioma sulla scia del successo riscosso dall’appello di tre giuristi italiani e sottoscritto da undici premi Nobel, personalità dal mondo dello spettacolo, dello sport, della cultura e più di 450.000 cittadini comuni. Ci sarà anche quel farabutto di Saviano che oggi ha scritto un articolo intitolato Cosa vuol dire libertà di stampa e sento il dovere di segnalarvelo!

Noi sappiamo cosa sia la libertà di stampa. Per difenderla saremo in piazza con lui e con tante altre persone, mostreremo al mondo quanto siamo farabutti. Quel mondo che si chiede come possiamo continuare a subire passivamente le malefatte dell’Utilizzatore finale e, ancor più incredulo, si chiede quando e dove finirà la sete di potere del nuovo don Consalvo Uzeda. Anche Triskeles scenderà in piazza per guardare gli occhi e le speranze di un’Italia che non vuol’essere nè donna di provincià nè bordello. Ce lo scriveremo in faccia. Saremo farabutti. Saremo tanti.

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Sei ancora in tempo per firmare l’appello dei giuristi per la libertà di stampa. Noi che lo abbiamo già fatto siamo più di 450.000 persone. Manchi tu e puoi rimediare cliccando sul banner seguente.

 

Here we are again lunedì 21 settembre 2009

Posted by triskeles in Bellachioma, Embrioni di regime, Resistenza.
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silvio-berlusconi

Ci risiamo… e purtroppo non è una buona notizia. Già da tanto tempo parlavo di una deriva culturale e totalitaria cui ci sta conducendo la maggioranza attualmente al governo e il nostro Paese sembra ben lieto di abbandonarsi a questo delirio. In fondo è molto comodo che “altri” si occupino della cosa pubblica! E’ già successo in passato e adesso non vorrei dire davvero “ci risiamo”. I segnali premonitori ci sono quasi tutti: coscienze messe a tacere, informazione asservita al potere, magistratura sotto tiro, ronde. La scorsa settimana, prima della tragedia italiana di Kabul, abbiamo assistito all’ennesimo atto di ostentazione di potere (vedi alla voce “sciacallaggio”), andato in onda dal salotto del Maggiordomo, per consentire il quale, sono stati stravolti i palinsesti di tutte le emittenti nazionali. Era necessario, nell’intenzione dell’Egoarca (geniale definizione coniata dal giornalista D’Avanzo di Repubblica), per recuperare il consenso perduto durante un’estate di indagini che ci hanno svelato i suoi “altarini”. Dalle feste con minorenni ai festini a base di cocaina e mignotte; dall’attacco mosso dal suo Giornale al direttore di Avvenire ai suoi difficili rapporti con la Santa Sede. Nell’immaginario italiano, nulla di tutto ciò esiste. Quel che, all’estero, è divenuto motivo di scandalo e indignazione, qui viene taciuto dai media e quindi ignorato dai più. Gli altoparlanti del regime, e con essi le televisioni (che ricordano quelle del regime del Grande Fratello orwelliano), trasmettono a reti unificate la sua orgia di potere. Narrano le gesta epiche del Cavaliere di Hardcore che regala crociere e case ai poveri terremotati d’Abruzzo, risolve le crisi internazionali in un batter d’occhio, porta i marziani su Saturno e ricostruisce il Tempio di Gerusalemme in due giorni e mezzo.

Mi piace raccontare però di un’Italia diversa, che riflette e che si indigna ancora, nonostante tutto. Perchè quest’Italia (r)esiste, nelle persone che, con spirito critico, guardano fuori dalla propria finestra, fissando lo sguardo sui nostri tempi; nelle persone che scenderanno in piazza, il 3 ottobre, per difendere la libertà di stampa nel nostro Paese; nelle persone che rifiutano la televisione propagandista divenuta un contraccettivo del libero pensiero; nelle persone definite, dal sempre più mediocre Brunetta, una élite di merda. Per questi e tanti altri motivi è necessario affermare che “ci risiamo“. In questa esclamazione non voglio leggere solo la rassegnazione per la deriva populista che stiamo subendo ma anche la speranza che noi resistenti non siamo pochi.

Ci siamo e ci risiamo perchè dopo una lunga vacanza estiva ritorna Triskeles e, anche quest’anno, si farà opposizione e resistenza morale.

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Avete firmato l’appello dei giuristi per la libertà di stampa? Siamo già a 410.000 firme. Manca la tua e puoi rimediare cliccando sul banner seguente.

 

Festa della Liberazione venerdì 24 aprile 2009

Posted by triskeles in Fare memoria, Resistenza.
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partigiani

Come ogni anno ci risiamo. All’approssimarsi del 25 aprile, riemergono i dibattiti tra chi accusa una parte politica di volersi appropriare di questa ricorrenza e chi accusa la tentata beatificazione dei repubblichini. Nei giorni scorsi, il Presidente Napolitano è stato chiaro nel proclamare che questa data unisce (o dovrebbe unire), assurge al rango di valore imprescindibile. Dalla lotta partigiana e dal 25 aprile, scaturisce la nostra Costituzione. Per fare gli auguri a voi e per capire meglio il significato di questa data, torno a citare Calamandrei.

« Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione. »

Libera. Associazioni, nomi e numeri contro la mafia venerdì 6 marzo 2009

Posted by triskeles in Antimafia, Fare memoria, Resistenza.
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La giornata del 21 marzo, primo giorno di primavera, è il momento che Libera dedica alla memoria di tutti coloro che hanno dato la vita nel nostro Paese per contrastare le mafie. E’ questa l’occasione nella quale Libera rilancia ogni anno un impegno che non deve venire mai meno. In continuità con le altre edizioni il 21 marzo 2009 ribadisce con forza la voglia di tanti di essere contro tutte le mafie, contro la corruzione politica e gli intrecci clientelari che alimentano gli affari delle organizzazioni criminali e l’illegalità, e di voler continuare a costruire percorsi di libertà, cittadinanza, informazione, legalità, giustizia, solidarietà.

Amen mercoledì 4 marzo 2009

Posted by triskeles in Embrioni di regime, Resistenza.
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Vi ripropongo un passo di un articolo tratto da Repubblica.it:

“E il prete benedì i camerati con il saluto romano. Lui è don Giulio Tam, padre lefebvriano che si definisce “gesuita itinerante”. Sabato scorso il sacerdote ha sfilato, accanto a Roberto Fiore, in testa al corteo di Forza Nuova a Bergamo: più che altro una parata militare, con i militanti forzanovisti che hanno marciato per le vie del centro muniti di caschi e bastoni. Tra saluti romani, “boia chi molla” e qualche “Sieg Heil”, la manifestazione ha accompagnato l’inaugurazione della nuova sede del movimento di estrema destra”.

Anche voi, vi domandate se è questa la Chiesa nella quale doversi riconoscere? Una chiesa che al suo interno vanta sacerdoti che inciuciano con gente posseduta da idee anacronistiche e sconfitte dalla storia. Se volete, potete pure visitare la galleria fotografica sul corteo tenutosi a Bergamo. A me fanno pena!

Buon compleanno giovedì 12 febbraio 2009

Posted by triskeles in Fare memoria, Italia, Resistenza.
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showimageOggi è il compleanno di un quotidiano italiano. Ricorrono gli 85 anni da quel giorno del 1924 in cui Gramsci fondò la voce de “l’Unità”.

Oggi, il quotidiano, esce con una copertina che celebra quanto di più prezioso possa avere la nostra Repubblica: la Costituzione. Nessuna idea poteva essere migliore di questa per esaltare due “monumenti” nazionali che, nel corso delle loro rispettive vite, hanno dato voce agli altri. L’occasione è anche quella di ricordare la manifestazione di oggi, a Roma, indetta dal Partito Democratico, in difesa della Costituzione, contro i vili attacchi che ha subito in questi giorni dallo (s)pregiudicato d’Italia.

Buonanotte ragione domenica 8 febbraio 2009

Posted by triskeles in Bellachioma, Embrioni di regime, Resistenza.
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Viviamo una notte della democrazia. Abbiamo un premier che parla senza cognizione di causa. Lui rivendica con orgoglio di aver giurato sulla Costituzione. La stessa Carta che lui definisce filosovietica e, forse per questo, si sente in diritto di calpestare.

Circola in rete, in questi giorni, l’appello di “Libertà e Giustizia” in difesa dei valori democratici della nostra Repubblica. E’ una battaglia di civiltà e, per questo, invito tutti quanti a sottoscriverla andando sul sito dell’associazione.

Infine vi propongo le riflessioni di Michele Serra pubblicate oggi da “la Repubblica” nella sua consueta rubrica “L’amaca”.

“Forse sono diventato ipersensibile, come chiunque, da anni, senta lo stesso vecchio chiodo piantarsi nella stessa vecchia ferita. Ma ogni volta che Berlusconi pronuncia anche una sola parola sulla famiglia Englaro mi sento umiliato dalla sua grossolanità morale. Al consueto effetto dell’elefante nel negozio di porcellane si aggiunge la totale incongruenza tra un argomento così alto e un livello cosi basso. Specie quando costui osa addentrarsi in dettagli – come dire – fisiologici, che riguardano un corpo inerte e lo strazio quasi ventennale di chi la veglia e la cura, mi si rivolta lo stomaco. Un argomento che anche i filosofi accostano con sorvegliatissima prudenza diventa, in bocca a lui, la ciancia superficiale di un importuno, per giunta dotato di poteri enormi, che in genere agli importuni non vengono affidati. In questi giorni siamo di fronte a un doloroso strappo istituzionale e costituzionale, ma forse perfino più doloroso ci sono gli sgarri verbali che il premier si è concesso, blaterando di gravidanze e di “bell’aspetto”. Chissà se, di fronte a questo osceno spettacolo, almeno qualcuno dei suoi elettori ha potuto aprire gli occhi. L’illusione è che esista una soglia oltre la quale finalmente la passione politica si fa da parte, e lascia il posto alla valutazione umana. Non posso credere che essere di destra, oggi in Italia, significhi rassegnarsi a essere rappresentati da uno di quella fatta“.

Analfabeta giovedì 11 dicembre 2008

Posted by triskeles in Bellachioma, Embrioni di regime, Resistenza.
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Bellachioma ha parlato! L’analfabeta della democrazia ha deciso che la sua maggioranza procederà alle modifiche costituzionali necessarie per riformare la giustizia.

La nostra Costituzione, sessant’anni fa, ha disegnato un’architettura istituzionale in base alla quale, i tre poteri dello Stato, fossero separati. Parlo del potere esecutivo, affidato al Governo; del potere legislativo, affidato al Parlamento e del potere giudiziario, esercitato dalla magistratura. Tre poteri diversi, tre funzioni diverse, cristallizzate nella nostra Carta fondamentale.

Con l’avvento di Bellachioma, il Parlamento è divenuto solo un ratificatore di decisioni altrui, un notaio. Si è annullato il disegno costituzionale. Oggi il nostro Parlamento è titolare del potere legislativo ma solo formalmente.

La magistratura, secondo i nostri padri costituenti, venne istituito come un potere separato e autonomo, soggetto soltanto alla legge. Ultimamente si vuole limitare questa autonomia, sottomettendo il potere giudiziario a quello esecutivo. Secondo uno scellerato disegno istituzionale, la legge dovrebbe istituire delle priorità. Berlusconi potrebbe benissimo far approvare dal suo Parlamento, una lista di priorità dei reati da perseguire. Inoltre, la stessa magistratura, sarebbe asservita al potere del governo.

E’ preoccupante sentir parlare di questioni tanto delicate da degli apprendisti. E’ preoccupante che ciò avvenga con il beneplacito dei mezzi di disinformazione. E’ preoccupante che questo grande analfabeta della democrazia parli di Costituzione, L’unica legge che ha fatto in modo che non sprofondassimo nel vortice totalitaristico disegnato da lui e dal suo Maestro, Licio Gelli.

Ha ancora la tessera P2 in tasca e ci parla pure di “questione morale”!