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Il mio “papello” a Bersani lunedì 26 ottobre 2009

Posted by triskeles in Partito Democratico, Varie e Personali.
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26102009131

Un tempo, se si avevano dei desideri, si scriveva una letterina a Babbo Natale o, magari a Gesù bambino. Oggi che i tempi son cambiati, si usa scrivere un “papello”. Questo è dunque il mio papello-letterina al nuovo segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani. Un’elenco di richieste da soddisfare, durante la nostra trattativa, affinchè anche io torni a votare per il suo partito.

Caro Pierluigi,
sono un elettore (pentito?) del Partito Democratico. Ne ho seguito la genesi travagliata sin dall’inizio. Faccio parte del “popolo delle primarie” come ci hanno definito i giornali. Nel 2005, c’era da scegliere il candidato premier, prima ancora che nascesse il tuo partito.
Dovevamo eleggere Prodi e Prodi ha stravinto. Quel che è successo dopo, tutti lo sanno, in molti se ne rammaricano ma noi, popolo delle primarie, abbiamo potuto far poco. Si è fatto il Piddì, ci avete chiamato ai gazebo, dovevamo scegliere il primo segretario del partito.
Dovevamo eleggere Veltroni e Veltroni ha stravinto.Prodi e il suo governo sono finiti, Walter ha perso le elezioni (anche quelle in Sardegna) e si è dimesso. Adesso, dopo la breve reggenza di Franceschini, il partito ci ha richiamati a votare.
Dovevamo eleggere Bersani e Bersani ha(i) stravinto.
Questa volta, però, non ci sono cascato e ho votato Marino. Accetto il verdetto dei gazebo, in bocca al lupo, ora è il momento di lavorare per fare il PD e per fare opposizione. Se ti rimane tempo, lavora pure affinchè torni a votare convintamente per voi. A tal fine, le mie richieste sono le seguenti:

 

Voglio un Partito Democratico impegnato sul fronte della Laicità. Che sappia formulare proposte che non puzzino di medioevo nè di caccia alle streghe. Un partito che dialoghi con i cattolici (importante il loro contributo su macrotemi quali uguaglianza e solidarietà) ma che mantenga la rotta verso le libertà personali e di coscienza. Un traghettamento fuori dall’orbita della religione di Stato. Una emancipazione! Mi aspetto proposte serie su ricerca scientifica, trattamento di fine vita, riconoscimento di coppie di fatto, fecondazione assistita. Lo so… sono tutte proposte che schiereranno la Binetti con l’altra parte. Ma non è forse un bene? Sarà un suo problema di coscienza votare con le proposte del Nano che puzza di escort.

Voglio un Partito Democratico impegnato sul fronte della difesa dell’Ambiente. Obama se ne è accorto, molti imprenditori, in Italia, investono sulle energie pulite ma la legislazione è alquanto scarna. Nello stesso ambito ricade la scelta di una politica energetica coerente e disegnata sul lungo termine. Quindi no al nucleare. L’apertura, nell’Est europeo, di due nuovi e grandissimi gasdotti, la costruzione in Italia di rigassificatori, tutto ciò, porta a esser coerenti con le scelte che si intraprenderanno. Deve anche considerarsi la diminuzione della domanda di metano nello scorso anno che ha portato il nostro Paese a importare più gas di quanto non se ne sia consumato. Se ciò sia dovuto a una contrazione della domanda causata dalla crisi o da temperature miti o, invece non si tratti di un surplus vero e proprio, spetta agli analisti definirlo ma l’esistenza di questa bolla energetica che non avrà alcun beneficio sulle famiglie, deve giocoforza condurre a ridisegnare le politiche energetiche.

Voglio un Partito Democratico impegnato sul fronte della difesa del Lavoro. La crisi attuale ha determinato la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro. Il partito che vorrei non considera questi dati come semplici numeri ma riconosce, dietro ciascuno di esso, ogni singolo lavoratore con la sua storia personale, con la sua famiglia. Lo riconosce perchè ha lottato con lui, sul territorio, per difendere il suo lavoro. Perchè il lavoro non si difende (e le imprese non si aiutano) creando degli ammortizzatori sociali che consentano una umiliante cacciata dal mondo del lavoro. Il partito che vorrei, elabora proposte serie contro la gabbia del precariato che reclude i giovani, che non dà loro alcuna prospettiva di futuro.

Voglio un Partito Democratico impegnato sul fronte del suo Rinnovamento. Chi meglio di te, che sei l’espressione di una classe dirigente sempre uguale, immutevole nel tempo, sempre presente nella salute e nella malattia, nella buona e nella cattiva sorte, nella vittoria e nella sconfitta. Mai capace di un gesto di responsabilità. Mai capace di dire “Ok. Ho fatto il mio tempo, ho sbagliato, adesso è il turno degli altri!”. Il partito che vorrei non candida Bassolino, Iervolino, Loiero e tutti quelli che hanno costituito dei potentati. Dei feudi dai quali ricattano lo scisma, spesso arroccati sui cumuli di spazzatura (da intendersi non solo come “monnezza”) che hanno generato e sui quali hanno lucrato consensi e liquidità. Il partito che vorrei, liquida, in Sicilia, coloro che nel 2001 (otto anni fa), consentirono il 61 a 0 a Silvio. Una ferita che ancora brucia nell’orgoglio della Sicilia per bene ma che, a quanto pare, è una nota di merito agli occhi di qualcuno che alle primarie se li candida come capolista alle primarie.

Voglio un Partito Democratico impegnato a fare opposizione. Un partito che dica chiaramente Si o No. Che faccia vedere al mondo che si dissocia dai comportamenti di una maggioranza arrogante. Il partito che vorrei rimane in aula a votare contro i provvedimenti scellerati del Governo e non sale sull’Aventino. Quelle sono scelte del ventennio e all’epoca c’era da protestare contro il rapimento di Matteotti. Oggi fareste solo la figura delle oche starnazzanti sul Campidoglio. Il partito che vorrei è in aula a votare contro lo scudo fiscale perchè non vuole far trapelare sospetti di un conflitto di interessi. Conflitto di interessi… già! Il partito che vorrei lo risolverebbe in un batter d’occhio e non rimarrebbe lì a inciuciare in un do ut des lungo 15 lunghissimi, sfibranti, anni.

Voglio un Partito Democratico impegnato sul fronte della difesa della Costituzione. Che non ceda al miraggio delle riforme spericolate. Il partito che vorrei si riconosce e rispetta i principi della Repubblica, li fa propri e accetta, quasi come un mandato divino, il compito di attuarli. Il partito che vorrei rispetta, e impone rispetto, per le Istituzioni dello Stato perchè il loro vero valore, risiede nella loro strumentalità al bene dello stato. Nel loro essere al servizio del popolo e soggette a quella legge suprema che è la Costituzione. Ed è partendo da questa premessa che può partire il riscatto di terre troppo spesso lasciate a sè stesse. Abbandonate alle criminalità organizzate che, infangando il prestigio delle istituzioni, vi si sostituiscono.

Voglio un Partito Democratico impegnato sul fronte della difesa della Scuola, dell’Università, che abbia il coraggio di investire nella Formazione e nella Ricerca Scientifica, che sappia far diventare, il nostro, un Paese moderno, anche con Infrastrutture moderne ma sicure e non inutili (come sarebbe invece il Ponte sullo Stretto di Messina).

Al termine di questo mio “papello” capisco di esser stato troppo pretenzioso. Forse le mie richieste sono eccessive ma sono il frutto di quindici anni di abiura del centrosinistra. Da qualcosa si dovrà cominciare e spero tu voglia prendere spunto dal mio papello. Solo così mi riporterai a votare Partito Democratico. Non ho aggiunto anche “riduci le tasse” perchè poi Silvio mi avrebbe accusato di aver plagiato il suo contratto con gli italiani.
Spero questa mia lettera ti trovi bene, che tu abbia festeggiato questo risultato importante ma adesso, come ti scrivevo sopra, è tempo di lavorare.

Cordiali saluti,

Marco Lauricella

P.S.: Qualora il tuo lavoro fosse eccessivo e tu non avessi tempo per leggere il mio papello, fammelo sapere e ti scriverò tutto, in maniera molto sintetica su dei pizzini.

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In morte della sinistra sabato 21 febbraio 2009

Posted by triskeles in Partito Democratico.
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Giudizio universale. Assemblea coostituente del PD

Giudizio universale. Assemblea coostituente del PD

Il Partito Democratico, cioè la sua assemblea costituente (che sono poco più di 3.000 capoccioni e non 3 milioni e mezzo di cittadini), è riunito per scegliere il successore di Veltroni. Il prescelto è Dario Franceschini, già vice segretario durante la gestione dell’ex sindaco di Roma.

E’ possibile dire che oggi, muore il Partito Democratico e, con esso, la speranza di una sinistra moderna e riformista che aveva nutrito la sua travagliata nascita. Il cammino che la nomenklatura democratica sta intraprendendo li condurrà alla disfatta durante la prossima tornata elettorale. Non si tratta di pessimismo.

Il popolare Fraceschini, cercherà di entrare nelle grazie di Casini & co. allontanandosi sempre più da una base di elettori che dovevano essere la linfa vitale di questo partito e si ritrovano, oggi, allo sbando. Attorno a lui, si riunisce quella classe dirigente che non ha saputo fare una sinistra, una opposizione e una esperienza di governo. Tutti solidali con Dario, firmano oggi il decreto che li condanna all’esilio dorato presso gli scranni di Montecitorio e Palazzo Madama. Esilio cui si erano già condannati allontanandosi dai milioni di elettori che erano stati convocati a scegliere il leader del nascente partito con lo strumento delle primarie.

Oggi, nasce la leadership debole di Franceschini che dovrà opporsi alla leadership totalitaria di Re Silvio. Oggi muore la speranza di una opposizione che sia in grado di proporsi anche come una forza di governo per il futuro.

Cercasi urgentemente Sinistra!

Il terremoto che (non) c’è. mercoledì 18 febbraio 2009

Posted by triskeles in Bellachioma, Italia, Partito Democratico.
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berlusconi

L’irresistibile fascino di Bellachioma ha conquistato anche la Sardegna. Cappellacci ha vinto, Soru ha perso e Veltroni si è dimesso. Sembrano lontani i tempi di “Yes we can”! Cosa sarà adesso del Partito Democratico? Le ipotesi sono tante e diverse. La più accreditata vede l’elezione di Dario Franceschini come segretario pro tempore. Questa ipotesi,  però, non è la più convincente. E’ necessario un colpo di spugna, un rinnovamento VERO! Il metodo non è la cooptazione ma il merito. I giovani, che dovevano essere la spina dorsale di questo partito, sono relegati nell’ombra. Personalità quali Franceschini o Letta, non sono giovani! Non più. Lo sono stati dieci anni fa, adesso i tempi sono cambiati e le  loro idee sono obsolete. Sono sicuro che dalle dimissioni di Veltroni, uscirà un partito debole e autocelebrativo. Chiuso nelle sue stanze dove sacerdoti politici incensano il loro “potere” e, nel frattempo, la sinistra muore!

Ha ragione Bellachioma a festeggiare. Il risultato politico delle elezioni regionali in Sardegna è positivo e anche doppio. E’ riuscito a mettere con le spalle al muro una già fin(i)ta opposizione. Ha messo in cassaforte il risultato per le prossime elezioni europee di giugno.

Unica nota stonata, in questa giornata di festa silviesca, la condanna a 4 anni e sei mesi per il suo amico e avvocato David Mills, accusato di aver mentito nel corso di un processo che vedeva imputato il nostro Bellachioma e, per questo, ricompensato con 600.000€ che non ha saputo giustificare al suo commercialista. La sentenza dice che Mills è un corrotto. La corruzione, però, è un reato che richiede la partecipazione di un altro individuo, necessariamente. Se c’è un corrotto, deve esserci, per forza di cose, un corruttore. Quest’ultimo è stato individuato nella persona di Silvio Berlusconi che non si può condannare. Questo secondo imputato, infatti, si è fatto scudo con il Lodo Alfano, quello stratagemma incostituzionale che lo protegge da ogni sentenza.

L’Herald Tribune, oggi commenta che in un qualunque paese civile, questa sentenza che (non) tocca Berlusconi, avrebbe scatenato un terremoto politico. Ve ne siete accorti? Lo sapevate? Questo cataclisma politico si sarebbe scatenato ovunque, non qui. Oggi Veltroni ha detto che è giunta l’ora di voltare le spalle al giustizialismo. Ma qui non si tratta di essere giustizialisti o meno. Davvero, l’Italia, merita un Presidente del Consiglio prluripregiudicato, amnistiato, prescritto o autoprosciolto (grazie soprattutto al SUO lodo Alfano)?

Mr. President mercoledì 5 novembre 2008

Posted by triskeles in Estero, Partito Democratico.
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president

Il 28 agosto del 1963, un nero, davanti a una folla enorme pronunciò un discorso che è entrato prepotentemente nella storia.

I have a dream that my four little children will one day live in a nation where they will not be judged by the color of their skin but by the content of their character. I have a dream today!

Oggi quel sogno è realtà. Sono trascorsi 45 anni ma l’America, oggi si è svegliata. Ha deciso che quel sogno andava vissuto. Barack Obama ha svegliato il gigante dormiente. Il 44° Presidente degli Stati Uniti, il primo di colore, ha saputo incarnare la fiducia e le speranze del popolo americano. Resta da verificare quali possano essere le conseguenze mondiali. Una cosa è certa, lo ha affermato lui durante il discorso più importante della sua vita, “in America nulla è impossibile”.

Abbiamo ricevuto una grande lezione di democrazia. I volontari che hanno dato anima e corpo, per l’uno e l’altro, le file interminabili davanti ai seggi, McCain che riconosce la vittoria con parole memorabili: “Obama sarà il mio Presidente”. Gli Stati Uniti sono ancora quella terra promessa cui, con grandi speranze, guardavano i nostri migranti. La terra delle opportunità. Un esempio per tutte le democrazie, come la nostra, che nel XXI secolo, temono il cambiamento. Change can happen e questa notte meravigliosa ce lo ha dimostrato.

Ecco le foto sabato 25 ottobre 2008

Posted by triskeles in Partito Democratico.
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Ecco le foto scattate durante la manifestazione di oggi del Partito Democratico.

Ma quanti eravamo? sabato 25 ottobre 2008

Posted by triskeles in Embrioni di regime, Italia, Partito Democratico.
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Sono appena tornato dalla manifestazione del Partito Democratico al Circo Massimo. Con un click a questo collegamento potete vedere le foto della giornata. Intanto comincia il balletto delle cifre. Il grande Matematico Cicchitto afferma che al Circo Massimo possono entrare massimo 300.000 persone. Strano, dal momento che il giornale, di distrazione di massa della famiglia Berlusconi, in un’altra occasione (la vittoria dei mondiali di calcio nel 2006), aveva stimato la presenza di 1 milione di persone! (Scaricate pure la pagina in pdf di allora. 448_3)

Io non so quanti eravamo. So che eravamo tanti, tantissimi. So che non è importante che in piazza fossero scese solo 200.000 persone o due milioni e mezzo. L’importante è il sentimento della piazza. I principi che si è voluti ricordare e difendere.

Adesso so che ci sono tante, tantissime persone che si opporranno alla dittatura mediatica. So che ci sono persone che RESISTONO. Il regime non passerà!

Quanto siamo democratici? sabato 27 settembre 2008

Posted by triskeles in Italia, Partito Democratico.
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Un “partito Nuovo” e non un “Nuovo partito”. Primarie sempre e aperte a tutti. Il coraggio di cambiare. La forza di credere che tutto si possa fare. Yes we can. Si può fare (di più). Quante belle affermazioni. Avevamo creduto che una folata di vento avesse rimosso la polvere che soffocava la sinistra italiana la  quale, invece, è tornata a puzzare di naftalina chiusa nei suoi bizantinismi e nelle sue autocelebrazioni.

Pochi sanno che in questi tempi dovrebbero tenersi le primarie per eleggere il segretario dei Giovani del PD. Lo sanno in pochi perchè il partito vorrebbe decidere tutto in un conclave  democratico. Ogni corrente ha il suo candidato ma di tutto questo non si sa nulla. Il popolo giovane delle primarie dovrebbe scegliere tra alcuni predestinati prescelti. In questo meccanismo mummificato, però, si è inserita Giulia Innocenzi, giovane radicale che ha deciso di partecipare alle primarie. Tra mille ostacoli, posti da chi ha deciso di blindare la “selezione”, è riuscita a far spostare la data inizialmente stabilita per le primarie e continua con tenacia la sua battaglia che è anche la stessa di tutti quelli che credono ancora in una nuova possibilità, che ancora si infiammano di speranze e ideali. Per questo motivo, Triskeles, appoggia e sostiene Giulia Innocenzi. Perchè siamo dei giovani che, romanticamente, vogliono lottare in questa palude politica popolata da politici piccoli. Le sabbie mobili della partitocrazia clientelare non ci trascineranno giù. Supportate la sua candidatura (si può fare in tanti modi) e visitate il suo blog all’indirizzo http://giuliainnocenzi.wordpress.com/

Toro Loco sabato 21 giugno 2008

Posted by triskeles in Bellachioma, Italia, Partito Democratico.
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Vile, disonesto, indegno, ignobile, basso, spregevole, iniquo, abietto, meschino, ottuso, gretto, rozzo, triviale.
Si possono trovare tanti aggettivi per classificare l’attacco di Bellachioma alla magistratura.
Il presunto statista del dialogo ha svelato il suo vero volto. Come un toro, attacca a testa bassa, corna in avanti, tutto ciò che gli si muove intorno, soprattutto se di colore rosso.
Con pazienza e caparbietà, superiori a quelle di Penelope, disfa ogni giorno la tela del tessuto democratico del nostro Paese. Forte di un consenso popolare, misurato da suoi sondaggi, si crede imbattibile. Dovrebbe tener presente, tuttavia, che la vera legittimazione popolare viene dalle urne. Nel caso dell’Italia, addirittura, il suo Governo dipende (rectius, dovrebbe dipendere) dal Parlamento, questo si, legittimato dal voto popolare.
L’opposizione, invece, dialoga al suo interno. Dilaniata dalla sconfitta delle urne, continua a dividersi in correnti e fondazioni che non portano contributi significativi.
L’assemblea del Partito Democratico, tenutasi ieri a Roma ha reso evidente quanto evanescenti siano le idee politiche. In una sala, vuota per la metà, l’unica cosa forte e tangibile era la nomenklatura che siedeva al tavolo dei relatori. Un gruppo dirigente, nel quale la sinistra moderna e riformista d’Italia dovrebbe riconoscersi. Non è così.
Dovremo attendere un nuovo Matteotti per reagire alle malefatte del costituendo regime?
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La nuova era martedì 17 giugno 2008

Posted by triskeles in Bellachioma, Elezioni, Italia, Partito Democratico, Sicilia.
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Da tempo scrivo che è cominciata la nuova era berlusconiana, dominata dalla dittatura delle fiction televisive. Tette e culi imperversano in ogni dove e invadono anche il Governo.
Purtroppo per noi i partigiani del pensiero libero e della libera informazione sono ben pochi!
L’era di Bellachioma è una moda che dilaga e non incontra resistenze. Ultimo triste capitolo è la capitolazione (scusate per il gioco di parole) del Partito Democratico in Sicilia. Nelle elezioni amministrative tenutesi lo scorso weekend l’edulcolorata ondata nera ha conquistato otto provincie su otto con percentuali bulgare che non vanno sotto il 60% sfiorando l’80% a Palermo. En plein!
C’è da dire che, quella che dovrebbe essere l’opposizione, ha servito un tale risultato su un piatto d’argento. Ad Agrigento si è preferito candidare un anonimo uomo dell’apparato che si è fatto “asfaltare” da un’altrettanto anonimo candidato imposto dal Movimento per l’autonomia (Mpa). I soliti noti (non mi stancherò mai di ricordare che sono loro gli artefici del 61-0 subito nel 2001 in Sicilia) hanno sempre l’ultima parola e hanno scelto un pupo da manovrare, preferendolo a Giuseppe Arnone, l’unico candidato che avrebbe avuto concrete possibilità di fermare l’ondata del centrodestra.
Credo sia il caso che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Chi doveva fornire una ferma opposizione a un sistema politico clientelare si è piegato a questa stessa logica. Diciamolo senza esitazioni che l’on. Capodicasa e il sen. Adragna sono i veri artefici di questa vittoria della destra! Dov’è finita la consultazione popolare cui doveva ricorrere il PD? Quale sarà il premio per coloro i quali hanno perso l’ennesima occasione per non far nulla?
Alla fine di questo post vi propongo due video che potete anche trovare su youtube. Potrete assistere al comizio di chiusura della campagna elettorale per le elezioni regionali del 2008, tenutosi a Porto Empedocle. Un appuntamento tenuto al solo scopo dell’autocolebrazione dei comizianti che, a tal scopo, hanno rinunciato a una manifestazione unitaria del PD agrigentino.

Compromesso storico? sabato 17 maggio 2008

Posted by triskeles in Agrigento, Bellachioma, Elezioni, Italia, Partito Democratico.
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Ieri tutti i tg nazionali riferivano dell’incontro tra Veltroni e Berlusconi.

C’è addirittura chi ha parlato di un nuovo compromesso storico. Consentitemi di dissentire. Purtroppo per noi nessuno dei due leader possiede quello spessore politico, culturale e umano dei loro predecessori, Moro e Berlinguer!

Sul versante locale devo invece segnalare la disfatta del PD che avverrà il 15 e 16 giugno alle elezioni provinciali di Agrigento. Parlo di disfatta perchè è ciò che avverrà grazie a tutti quei pseudopolitici locali posseduti da una sindrome di supponenza acuta. Essi credono che il popolo agrigentino voterà per i soliti fantocci solo perchè supportati da un marchio valido quale è quello del PD. Non mi schiererò al fianco di quel partito che sta sempre più assumendo la forma di un’accozzaglia di correnti unite da frazioni di consenso viziato.