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Dichiarazione di voto venerdì 5 giugno 2009

Posted by triskeles in Elezioni, Varie e Personali.
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Sono stato molto combattuto in questi ultimi tempi a causa dell’indecisione sul voto da esprimere sabato e domenica. Non ho avuto dubbi sullo schieramento da scegliere perchè, è ovvio che la mia preferenza andrà al centro sinistra. L’indecisione verteva però sul partito. L’illusione del voto utile mi ha rapito per qualche giorno. Credo, tuttavia, si tratti solo di un ricatto cui ricorre il Partito Democratico per nascondere le sue debolezze e contraddizioni. Il peso di due candidature come quelle di Rita Borsellino e di Rosario Crocetta, poi, ha influito non poco. A loro due va il mio augurio e il mio sostegno morale ma non li voterò. Sicuramente accederanno agilmente al Parlamento Europeo ma il mio voto andrà a Sinistra e Libertà.

Voterò, dunque, Sinistra e Libertà e, poichè potremo scegliere il nome di chi mandare in Europa, a Claudio Fava. Già europarlamentare, “è capogruppo del PSE in Commissione Giustizia e Libertà pubbliche. Nel 2006 ha guidato la Commissione d’inchiesta del Parlamento Europeo sui sequestri illeciti operati dalla Cia nel territorio europeo. Proprio per il lavoro sulla CIA il settimanale britannico “The Economist” lo ha premiato come il miglior parlamentare europeo dell’anno 2007.”

La scelta l’ho maturata in queste ultime ore di campagna elettorale. Ho rifiutato la logica del voto utile, consapevole che un voto possa essere utile solo se espresso in piena libertà. Anche il mio voto, dunque, sarà utile. Per ridare voce a quella sinistra che è stata estromessa dalle Istituzioni (a causa anche delle sue contraddizioni e incoerenze). Una sinistra di cui, oggi, siamo orfani. Dalle ultime elezioni politiche è uscito un Parlamento sbilanciato al centro. Il Partito Democratico che avrebbe dovuto rappresentare la nuova anima riformista del paese ha deluso molti dei suoi elettori della prim’ora. Ha rinnegato molti dei valori su cui si basava, ha rinunciato a essere il partito degli italiani estromettendo dalla sua agenda politica temi quali il conflitto di interessi, la laicità dello Stato, i diritti civili. Non posso dar credito a un partito che conta, tra i suoi ranghi, gente come la Binetti. Le candidature della Borsellino e di Crocetta, nella circoscrizione Isole, sono state delle candidature forti che calamiteranno il voto di molti incerti. Non si può negare, tuttavia, che esse sono solo una coperta troppo corta che nasconde a malapena i tirannosauri della politica locale. I famigerati signorotti, di cui ho già parlato, sono i veri detentori delle leve politiche. Signori scelti per cooptazione e non per merito, espressioni di una politica contraria allo spirito delle primarie, vero strumento di democrazia interna, come ci insegnano gli Stati Uniti.

Elezioni europee mercoledì 3 giugno 2009

Posted by triskeles in Elezioni, Sicilia.
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In tutta Europa è tempo di elezioni. Anche in Italia e dunque anche in Sicilia.

Ho visto i manifesti elettorali imbrattare (e imbruttire) le città e i paesi. I candidati sorridono dai loro manifesti sfoggiando slogan improbabili. Poco credibili, politicamente inesatti e grammaticalmente errati. I soliti dinosauri professionisti della politica che si riciclano in Europa per misurare la propria forza elettorale e intimidatrice, per guadagnarsi un’altra retribuzione dorata e una pensione già maturata in giovane età.

Ho visto giovani che rinunciano ai propri sogni o che li declinano nella logica clientelare. Li ho visti rinunciare alle loro idee e alla propria intelligenza per elemosinare alla corte di signorotti locali un impiego che possa loro garantire una vita dignitosa. Questi feudatari si nutrono di queste speranze. Come vampiri attingono ai sogni della gente e si cibano del loro sangue. E’ questo il tempo della metamorfosi, il tempo in cui i signorotti si mostrano accanto alla gente, si fingono interessati ai problemi della collettività e disinteressati ai propri. Paradossalmente è anche il tempo dell’inversione dell’ordine delle cose. La politica che è lo strumento più alto del servizio agli altri diventa uno strumento per l’autocelebrazione e per l’affermazione della propria persona. Al termine di questa tornata elettorale, costoro avranno già misurato la propria forza. La faranno valere per poter ricattare (politicamente, si intende!) altri signorotti e avranno marcato il proprio territorio. Come cani, pisciando sui bisogni della colletività, avranno delimitato il proprio territorio nell’attesa di nuove elezioni che consentiranno loro di ampliare il feudo.

La nuova era martedì 17 giugno 2008

Posted by triskeles in Bellachioma, Elezioni, Italia, Partito Democratico, Sicilia.
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Da tempo scrivo che è cominciata la nuova era berlusconiana, dominata dalla dittatura delle fiction televisive. Tette e culi imperversano in ogni dove e invadono anche il Governo.
Purtroppo per noi i partigiani del pensiero libero e della libera informazione sono ben pochi!
L’era di Bellachioma è una moda che dilaga e non incontra resistenze. Ultimo triste capitolo è la capitolazione (scusate per il gioco di parole) del Partito Democratico in Sicilia. Nelle elezioni amministrative tenutesi lo scorso weekend l’edulcolorata ondata nera ha conquistato otto provincie su otto con percentuali bulgare che non vanno sotto il 60% sfiorando l’80% a Palermo. En plein!
C’è da dire che, quella che dovrebbe essere l’opposizione, ha servito un tale risultato su un piatto d’argento. Ad Agrigento si è preferito candidare un anonimo uomo dell’apparato che si è fatto “asfaltare” da un’altrettanto anonimo candidato imposto dal Movimento per l’autonomia (Mpa). I soliti noti (non mi stancherò mai di ricordare che sono loro gli artefici del 61-0 subito nel 2001 in Sicilia) hanno sempre l’ultima parola e hanno scelto un pupo da manovrare, preferendolo a Giuseppe Arnone, l’unico candidato che avrebbe avuto concrete possibilità di fermare l’ondata del centrodestra.
Credo sia il caso che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Chi doveva fornire una ferma opposizione a un sistema politico clientelare si è piegato a questa stessa logica. Diciamolo senza esitazioni che l’on. Capodicasa e il sen. Adragna sono i veri artefici di questa vittoria della destra! Dov’è finita la consultazione popolare cui doveva ricorrere il PD? Quale sarà il premio per coloro i quali hanno perso l’ennesima occasione per non far nulla?
Alla fine di questo post vi propongo due video che potete anche trovare su youtube. Potrete assistere al comizio di chiusura della campagna elettorale per le elezioni regionali del 2008, tenutosi a Porto Empedocle. Un appuntamento tenuto al solo scopo dell’autocolebrazione dei comizianti che, a tal scopo, hanno rinunciato a una manifestazione unitaria del PD agrigentino.

Compromesso storico? sabato 17 maggio 2008

Posted by triskeles in Agrigento, Bellachioma, Elezioni, Italia, Partito Democratico.
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Ieri tutti i tg nazionali riferivano dell’incontro tra Veltroni e Berlusconi.

C’è addirittura chi ha parlato di un nuovo compromesso storico. Consentitemi di dissentire. Purtroppo per noi nessuno dei due leader possiede quello spessore politico, culturale e umano dei loro predecessori, Moro e Berlinguer!

Sul versante locale devo invece segnalare la disfatta del PD che avverrà il 15 e 16 giugno alle elezioni provinciali di Agrigento. Parlo di disfatta perchè è ciò che avverrà grazie a tutti quei pseudopolitici locali posseduti da una sindrome di supponenza acuta. Essi credono che il popolo agrigentino voterà per i soliti fantocci solo perchè supportati da un marchio valido quale è quello del PD. Non mi schiererò al fianco di quel partito che sta sempre più assumendo la forma di un’accozzaglia di correnti unite da frazioni di consenso viziato.

Quale PD? lunedì 12 maggio 2008

Posted by triskeles in Agrigento, Elezioni, Partito Democratico, Sicilia.
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E’ fatta. In Provincia di Agrigento i notabili del Partito Democratico son riusciti a scalzare le forze sane della società civile. In un trionfo di masochismo si ripropongono “uomini copertina”. Pupi e pupari si preparano ad affrontare la nuova campagna elettorale per le elezioni amministrative che si terranno in giugno.Questi capi tribù hanno nomi e cognomi. L’onorevole Capodicasa ha deciso che il candidato del PD sarà un tale Vivacqua. Ha deciso al posto di quelle primarie che dovrebbero esser la forza di questo partito. Abbiamo 96mila voti circa da recuperare. Servirà l’ennesimo fantoccio?Io non lo voterò! Voterò per Giuseppe Arnone, rappresentante di una società civile troppo spesso messa ai margini, voterò per chi, negli anni precedenti, ha condotto una seria battaglia ambientale e per la legalità.Voterò per chi è stato “democraticamente” estromesso dalle elezioni primarie.Credo purtroppo che un post del genere non susciti interessi particolari. Agrigento non è Roma, siamo l’ultima provincia dell’Impero e se tra un mese avremo un presidente della provincia del Pdl probabilmente saremo degradati a semplice colonia. Magari risponderemo con un presidente ombra ma qui di ombre ce ne sono già diverse e ben peggiori.

Dietro front! sabato 10 maggio 2008

Posted by triskeles in Agrigento, Elezioni, Partito Democratico, Sicilia.
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Era partito Democratico e adesso ripiega sul classico.
Troppo innovativo per i brontosauri della politica siciliana. I soliti riciclati e falliti continuano a vedere la vera novità della politica italiana come un accordo elettorale e di conseguenza ragionano con la classica spartizione tra ex diessini ed ex margheritini.
Il PD di Agrigento ha così rinnegato la vera natura del partito trasformandolo in un territorio da colonizzare. Una nuova opportunità per riempire le caselle del potere previo accordo tra uomini d’onore. Annientata l’idea di una democrazia partecipata dai cittadini con lo strumento delle primarie, viene imposto un unico candidato alla presidenza della provincia.
Io non ci sto! Non voterò per un partito così. Non voterò per una persona scelta dalla solita nomenklatura. Non voterò per una corrente o per un gruppetto di manigoldi! NO!
Sono Partito Democratico e sono IRREMOVIBILE.

Per chi voglia informarsi di ciò che accade, consiglio di leggere la cronaca riportata dal sito AgrigentoNotizie.it

"Cosa Nostra" mercoledì 7 maggio 2008

Posted by triskeles in Agrigento, Elezioni, Partito Democratico.
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Il Partito Democratico è affar loro.

Diciamolo chiaramente! Già l’affare delle candidature nazionali e regionali era stato deciso dalla solita oligarchia. Anche la Sen. Finocchiaro lo ha ammesso, attribuendo a questo fatto la responsabilità di una pesante sconfitta di cui molti sono complici.
La nomenklatura esiste, resiste e getta nel caos il neonato partito.
Ultimo capolavoro di questi artisti di palazzo è il caso delle primarie per le elezioni provinciali di Agrigento che si terranno il prossimo giugno.
I soliti noti, coadiuvati dal (o manovrando il) segretario provinciale, sorpassano il coordinamento provinciale e indicono le primarie ignorando le regole dello statuto del partito. Non solo! Presentano infatti il loro candidato e anche questa operazione viene condotta nel totale disprezzo delle regole. Il risultato logico è l’annullamento dell’appuntamento delle primarie.
Ci risiamo, vien da dire. I pupi e i pupari di questa vicenda hanno dei nomi e dei cognomi che sono sui mezzi di informazione. Il segretario regionale, il segretario nazionale vorranno interessarsi della vicenda?
A questo punto traggo le mie conclusioni. O il Partito Democratico è la solita accozzaglia di pseudpolitici riciclati e trasformisti, e dunque io non mi sento di far parte di una lobby che premia amici e figli di…, oppure il Partito Democratico è democratico davvero e deve porre fine a questa balorda lottizzazione e, allora si, potrò sentirmi rappresentato.
Si può fare (di più)!

Dum Romae consulitur… lunedì 28 aprile 2008

Posted by triskeles in Elezioni, Embrioni di regime, Roma.
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Dum Romae consulitur, Capitolium expugnatur.

E’ accaduto!
Roma è capitolata. La marea nera ha travolto la capitale facendosi largo sul tema della sicurezza. In realtà, altro non era, che un profondo sentimento xenofobo travestito da legalità.
La legalità, quella vera, non si incentra solo sul disprezzo per gli stranieri ma si occupa anche della micro-criminalità nostrana e degli illeciti amministrativi.
Alla notizia della vittoria di Alemanno si sono svolti caroselli di taxi che festeggiavano colui il quale li aizzava contro Veltroni che voleva rilasciare delle licenze. La casta festeggia una destra che si dice liberale ma che non conosce il libero mercato.
Ha vinto a Roma, la negazione di un modello che non è perdente.
Negli ultimi anni, la Capitale è divenuta una metropoli moderna e, come tale, ha dovuto affrontare i problemi che sono tipici di città come Londra, Parigi e New York. E’ cresciuta, tenendo sempre la barra dritta sul multiculturalismo che da secoli la contraddistingue.
Sta adesso al nuovo sindaco, dimostrare che la destra non è solo quel che tristemente abbiamo potuto vedere ma ben altro. Tocca a Gianni Alemanno difendere Roma Capitale dagli attacchi dei suoi alleati che la definiscono ladrona.

Piccole speranze giovedì 7 giugno 2007

Posted by triskeles in Agrigento, Elezioni, Sicilia.
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Rispettando il suo programma elettorale, Marco Zambuto, neo sindaco di Agrigento ha riconsegnato al concessionario della Lancia l’auto blu del comune. In cambio ha ottenuto uno scuolabus.

In tempi come quelli che viviamo oggi, nei quali tutti parlano degli sprechi della politica e in una regione che vanta un triste primato di auto blu ostentate come status simbol, è abbastanza triste notare come una iniziativa del genere sia tenuta in silenzio. Certo Agrigento è solo una piccola città di periferia ma in Italia ce ne sono tante altre simili.

Avevo auspicato che questo nuovo sindaco portasse un nuovo respiro nella città dei Templi… Questo è un primo passo positivo. Da oggi Marco Zambuto si sposterà a bordo di una Fiat Panda azzurra ma quel che più conta è che tanti ragazzini hanno uno scuolabus.

Galleggiatori o timonieri? martedì 29 maggio 2007

Posted by triskeles in Agrigento, Elezioni, Sicilia.
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Le elezioni amministrative si sono appena concluse e comincia il solito valzer di rivendicazioni. Come in uno scenario da Prima Repubblica chiunque ha vinto, anche chi non ha superato il 3%. E cominciano anche le rivendicazioni di chi vede il bicchiere mezzo vuoto e di chi lo vede, invece, mezzo pieno. Vorrei però tralasciare il panorama nazionale per concentrarmi su un dato esclusivamente locale.

La città di Agrigento ha voltato pagina.
Amministrata per decenni da giunte azzurre, domenica scorsa ha optato per il candidato a sindaco dell’Unione, Marco Zambuto. Per dovere di cronaca è giusto ricordare che questo avvocato, poco più che trentenne, fino allo scorso febbraio era il segretario provinciale dell’Udc proprio nel feudo elettorale del governatore Cuffaro.
Domenica scorsa, gli agrigentini lo hanno eletto nuovo Sindaco. Si è parlato per anni di autolesionismo agrigentino, di una condizione servile e incapace di critica e in effetti, non siamo poi così lontani dalla realtà.
Negli anni delle amministrazioni del centrodestra si era giunti a un immobilismo politico senza pari, un immobilismo capace di creare la figura del sindaco da manifestazione o da cerimonia, che era abile nell’indossare la fascia tricolore per la processione di San Calogero, ma incapace di indossare i panni del politico e far approvare i bilanci comunali.
Il ribaltone di questa tornata amministrativa può così esser visto come una ribellione, una spallata a questo metodo di governo capace di moltiplicare poltrone e di elargire ad amici consulenze onerose per i cittadini e si sono rivolti a quello che ormai viene visto come un comunista, un rosso. In realtà Marco Zambuto tutto è fuorchè un rosso nè potrà esserlo in un Consiglio Comunale dove potrà contare solo sui suoi otto consiglieri (su un totale di 30).

Ci piace immaginare che un giovane possa portare una nuova aria dal seggio più alto di Palazzo dei Giganti come il leggendario corridoio di Empedocle che garantì all’antica Akragas aria fresca e salutare.
Ci piace immaginare che tutto questo non finisca in una triste paralisi politica.
Ci piace immaginare che Zambuto non continui a ispirarsi ai suoi supporters politici così abili nello slalom tra diverse coalizioni.
Ci piace immaginare infine che gli agrigentini tornino a essere timonieri della propria città, che capiscano l’importanza del voto che è più di una merce di scambio.

Forse Agrigento non vuole più galleggiare o chissà… in fondo è difficile dirlo con certezza nella città di Pirandello dove, più che in ogni altro posto, ognuno è uno, nessuno e centomila