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Il baratro dell’Impero mercoledì 18 novembre 2009

Posted by triskeles in Bellachioma, Embrioni di regime, Resistenza.
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Non è una novità e negli ultimi anni ci siamo abituati alle leggi ad personam cucite su misura per il premier Bellachioma. In questi giorni, la sartoria del Parlamento, è impegnata nel confezionare l’ennesima porcata che calzi a pennello per il satiro di Palazzo Grazioli. Poco importa che la legge sul processo breve rappresenti una bomba nel nostro ordinamento giudiziario. Conta solo lo scopo ultimo: soddisfare l’Utilizzatore finale, far morire i processi nei quali è imputato, ungerlo con l’olio santo della ipocrisia dell’investitura popolare.

Anche questa, è una scusa già sentita. Lui è stato eletto dal popolo. Enorme cazzata perchè “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. I limiti della Costituzione lui li ha superati e finge di non capire che la sovranità APPARTIENE al popolo e non DERIVA dal popolo. Una bella differenza! Ma in questo sfascio delle Istituzioni tutto è permesso e quindi la propaganda radiotelevisiva insiste con questa boiata.

Questo processo non s’ha da fare! Non importa che in altri Paesi del mondo civilizzato, il Premier, o anche il più insignificante sottosegretario, si sarebbero dimessi; la stampa avrebbe fatto la parte del leone chiedendo le dimissioni e il popolo sarebbe sceso in piazza. Non rientriamo nel novero delle civiltà avanzate. Il propagarsi dell’ideologia berlusconiana ci ha portati a un abbrutimento degno del Socing orwelliano. Convinti di vivere in un Impero fecondo e prospero, precipitiamo nella voragine dell’incoscienza.

Il premier è stato eletto dal popolo, ha ricevuto una unzione che è indissolubile. Hanno sacramentato il legame tra i cittadini e il capo. Ogni impedimento alla sua azione di governo diviene automaticamente una eresia e, come tale, meritevole di esser contrastata. Anche con le crociate. Le vittime? I magistrati, i giornalisti, gli avversari politici. I nuovi roghi dell’Inquisizione imperiale non sono più gli stessi che uccisero Giordano Bruno. No, i nuovi giudici sono i vari Feltri, Belpietro, la signorina Signorini. Loro possono accendere i roghi degli scandali dalle colonne dei loro giornali. Inutile ricordare le vittime dell’ultimo anno!

Il Satiro non dev’essere processato! Per questo sarà varata una nuova norma che cancellerà migliaia di processi. Gli interessi di uno saranno tutelati e, con i suoi, anche quelli dei suoi amici. Non ci sono soldi per le spese della giustizia? Vendiamo i beni sequestrati ai mafiosi che potranno ricomprarli tramite comodi prestanome. La corruzione va declassata, anche se costa a ogni cittadino 25.000€ (si, costa venticinquemilaeuro anche a te!). Nel Paese senza passato e senza futuro, l’unica cosa che conta è il presente. Si naviga a vista, signori!

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Avete firmato l’appello lanciato da Roberto Saviano dalle pagine di Repubblica? Se non lo avete ancora fatto, provvedete subito. Siamo quasi 250.000!

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Cloaca Maxima sabato 31 ottobre 2009

Posted by triskeles in Bellachioma, Italia.
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I giornali e le trasmissioni tv, in questi ultimi giorni, hanno puntato i loro riflettori sul mondo dei transessuali in seguito allo scandalo-Marrazzo. Silvio ha giocato, in questa partita, un ruolo di primo piano. Lui e i suoi giornali sono i ricettatori della spazzatura (illegale), prodotta da una classe dirigente mediocre. In tutto questo dispiegarsi di paparazzi, carabinieri infedeli, trans e politici in mutande, i rotocalchi fungono da centrali di smistamento del fango prodotto. Inevitabile che l’utilizzatore finale, nel suo ruolo di editore di riferimento, non ne venga a conoscenza. Sono gli effetti dei tempi che viviamo.

Qualcuno comincia a dichiararsi nostalgico degli archivi di Andreotti! Almeno lui collezionava informazioni in tempi in cui la politica riguardava le persone nel loro complesso. Noi ci stiamo abituando a vederla solo dalla cintola in giù.

S’è rotto il piffero venerdì 9 ottobre 2009

Posted by triskeles in Bellachioma, Embrioni di regime, Resistenza.
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Il giocattolo si è rotto. Il pifferaio magico non ha funzionato o i topi, questa volta, si son fatti furbi. Dal pomeriggio di mercoledi, infatti, in molti attendono il deposito delle motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale la legge conosciuta come “lodo Alfano”.
Il dispositivo della sentenza però è ormai noto a tutti. In molti l’hanno criticata. Primo tra tutti il nostro utilizzatore finale che non ha perso tempo a sfogarsi davanti alle telecamere, ricorrendo a un ritornello divenuto un classico del pensiero berlusconiano quando lo stesso Bellachioma si ritrova con le spalle al muro: toghe rosse, giornalisti rossi, Presidente della Repubblica comunista e via dicendo. Dimentica il Cavaliere che quello pendente davanti alla Corte Costituzionale non era un processo contro la sua persona ma un giudizio su una legge. E’ collaterale il fatto che si sia sentito chiamato personalmente in causa l’autore di un impero costruito sull’illegalità e sullo shopping di chi viene chiamato a giudicarlo. Aveva messo tanto impegno per farsi fare questo dono da un Parlamento asservito alle sue disposizioni e i frutti di questo “impegno” sono stati annichiliti nei termini che ormai conosciamo. Lui, titolare del potere esecutivo, ha utilizzato il potere legislativo del Parlamento per ostacolare il potere giudiziario dei magistrati che tentano di far chiarezza sul suo passato alquanto torbido. Una vera e propria sovversione al principio della separazione dei poteri, teorizzata da Montesquieu, del quale avevo già parlato su queste pagine. In nessuna altra democrazia moderna avremmo mai assistito a una simile regressione verso scenari di dominio prepolitici o, addirittura, predemocratici.

Come è noto, il “lodo Alfano”, sospendeva i giudizi penali per le quattro alte cariche dello Stato durante il loro mandato. Va da se che l’unico a usufruirne finora è stato lo stesso Silvio. Anche in questo caso un Utilizzatore finale. La sospensione comportava un “riguardo particolare” per quattro cittadini della nostra Repubblica. La Corte Costituzionale, ha semplicemente argomentato che, un tale trattamento di favore, contrasta con uno dei principi fondamentali incisi nella nostra Costituzione che, nell’articolo 3 sancisce l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Continua la Corte a sostenere come una tale deroga debba esser attuata solo modificando la Costituzione, ricorrendo dunque, a una legge costituzionale il cui iter d’approvazione è molto più lungo e complicato.

Cosa possiamo dunque evincere da questi rilievi?
Emerge, come un cazzotto in un occhio, l’ignoranza costituzionale e costituzionale di una delle “alte cariche dello Stato” che chiama anche una trasmissione del servizio pubblico televisivo per autocelebrarsi e insieme autoassolversi. Emerge la sua volontà di rivoluzionare l’assetto di potere disegnato dai nostri Padri costituenti. Non più una Repubblica democratica fondata sul lavoro ma uno stato cucito e ridisegnato sulle sue modeste ma pericolose misure. Emergono i suoi proclami e le sue velleità di divenire un intoccabile solo perchè investito dal voto popolare, immemore del fatto che, allo stato attuale delle cose, il suo Governo continua a dipendere dal Parlamento. Emerge la fatica di un paese ad uscire dall’apnea nel quale è stato sprofondato dal Pifferaio magico. L’incantatore di serpenti che, acquistando pubblicità, ha arruolato come elettori un gregge di erbivori televisivi,ha dovuto solo trasformare l’Italia e farne il suo orto personale.

Emerge, e lo dico con molto sollievo, che nonostante tutto, viviamo ancora in uno stato di Diritto. Nell’Italia del 2009 non tutto si può acquistare o ricattare. Emerge l’uguaglianza di tutti i cittadini. Emerge un assetto di poteri che, sebbene messo a dura prova, regge alle spallate sferzate dal populista che non sa nulla dell’ars gubernandi. Emerge la lungimiranza di chi scrisse per noi la Costituzione e il desiderio di rivedere nei palazzi della politica, personalità eminenti come quelle. Il nostro è stato un paese che ha generato grandi giuristi. Non vogliamo lasciare che questa tradizione prosegua sotto il nome di Angelino Alfano.

La legge è uguale anche per lui mercoledì 7 ottobre 2009

Posted by triskeles in Bellachioma, Italia.
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Mi perdoni Travaglio se ho copiato il titolo del suo post ma non potevo fare altrimenti. E’ una gioia notare come, nonostante tutto, viviamo ancora in uno Stato di diritto. La legge è uguale per tutti e la costituzione materiale che vuol creare l’utilizzatore finale non esiste. Già la chiamano sentenza politica ma in realtà è solo una sentenza dettata dal buonsenso. Grazie alla Corte Costituzionale. Riporto il comunicato stampa rilasciato dalla corte stessa.

La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione.

Ha altresì dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal GIP del Tribunale di Roma.

Lamentazione lunedì 5 ottobre 2009

Posted by triskeles in Bellachioma, Embrioni di regime, Sicilia.
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Prima di scrivere di ciò che in questo momento mi sta più a cuore, consentitemi una piccola parentesi sulla manifestazione di sabato scorso in difesa della libertà di stampa. E’ stata una bella giornata fatta da bella gente. Come ha scritto Scalfari, non una folla ma un popolo. Non eravamo una massa indistinta di persone, convocate dal GrandeComunicatore in un palazzetto italiano con scenografie costose e di plastica. No! Siamo stati un popolo unito dal desiderio di libertà. La nostra presenza ha fatto da scenografia. Le nostre idee hanno riempito la piazza. Ho visto lì l’Italia migliore e l’ho amata. Non mi sono sentito solo. Sono stato un farabutto e un farsista e così deve aver pensato il direttore del Tg1 Minzolini che, nel suo editoriale andato in onda durante il tg delle 20.00, ha preso le distanze dai 300.000 manifestanti di Piazza del Popolo. Distruggendo l’ormai fragile idea di un tg istituzionale, ha schierato il giornale che dirige sulle stesse posizioni di Capezzone che aveva blaterato agli stessi microfoni pochi secondi prima. Due esempi di prostituzione intellettuale che fanno scuola. Proprio come gradisce l’Utilizzatore finale!

All’inizio della stessa manifestazione, è stato osservato un minuto di silenzio per la tragedia siciliana. Una strage annunciata se è vero che già due anni fa, la natura violentata, fece le prove generali per quel che è accaduto venerdi scorso. Una strage annunciata perchè non si è avuto alcun riguardo alla sicurezza degli abitanti. Una strage dalle dimensioni incalcolabili dal momento che la conta delle vittime va costantemente aggiornata. Una strage che si poteva evitare.

Le giornate successive alla tragedia ci hanno mostrato anche le iniquità della politica che ci governa. Un vero e proprio sciacallaggio che non ha avuto pietà alcuna delle vittime e di chi, ancora adesso, scava a mani nude nel fango per ritrovare i cadaveri dei propri cari. A Messina è stato subito inviato Bertolaso, quello che molti indicano come l’uomo della Provvidenza e ieri, dopo un sabato sera al cinema con Bossi e i suoi comari, è arrivato anche il premier Bellachioma. Promettono miracoli ma i loro miracoli non faranno resuscitare i morti, vittime di un  sistema che sottovaluta i rischi. La frase che riassume meglio di tutte le altre questo concetto l’ha pronunciata il ministro Matteoli. Sostiene che, poichè i fondi a disposizione non consentono di azzerare il rischio idrogeologico di molte zone d’Italia, tantovale costruire il Ponte sullo Stretto. Mi chiedo: non è forse demenza senile, questa?

Siamo al paradosso. Ancora una volta la mia Sicilia, la nostra Italia, si ritrovano a piangere delle vittime innocenti. Vittime di una natura che non perdona i soprusi che subisce. Una natura che può però essere domata (ma ciò non è accaduto). Una natura che è metafora di un potere politico che difende interessi particolari e piccoli e, per far ciò, è pronta a travolgere tutto ciò che la ostacola e offende. Si, questa è una lamentazione! Lamento di un popolo che negli ultimi cinquant’anni ha visto morire troppi figli. Lamento di un popolo che vive in una terra viva che, più di ogni altra terra, respira, si scuote, s’incazza. Basta ricordare la frana di Agrigento, il terremoto della valle del Belice, quello di Siracusa, quello che sterminò la popolazione messinese cent’anni fa, i continui sussulti dell’Etna e via dicendo. Questa è una terra viva e le coscienze siciliane non possono continuare a rimaner mute o morte. Stiamo vivendo una tragedia che ci tocca da vicino. Non sottovalutiamola come sta accadendo in tutta Italia. Non si tratta di una strage di serie B. Facciamoci sentire. Nonostante tutto il dolore che abbiamo dentro, dovremmo essere incazzati!

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Ho trovato commoventi le parole pronunciate dall’Arcivescovo di Agrigento, mons. Francesco Montenegro, desidero riportarle qui perchè sono un invito alla solidarietà spirituale, quantomeno.

Carissimi Agrigentini, in questo momento di dolore per la tragedia che ha colpito i miei amici di Messina, busso ai vostri cuori perché la vostra preghiera e il vostro affetto li faccia sentire meno soli. Il mio cuore è pieno di tristezza. Le immagini televisive riportano nella mia stanza luoghi ora irriconoscibili, ma soprattutto i volti conosciuti, bagnati di lacrime e segnati dalla paura e dall’angoscia, di gente che ho incontrato e che il Signore ha affidato anche alle mie cure pastorali. Ripenso agli abitanti di Giampilieri quando la frana di due anni fa segnò la loro vita e li riempì di quella paura che ancora albergava nel loro cuori. Ora impotente li vedo crocifissi nel loro dolore. Sono fratelli che porto nel cuore, come porto voi. Voi siete ora la mia nuova famiglia, ma come vi ho detto quando sono arrivato ad Agrigento, loro, da quel giorno, sono i vostri nuovi fratelli che incontrate nel cuore del vostro Vescovo. La carità della preghiera è il modo più vero per mettersi accanto. Non fatela mancare. Ne hanno bisogno. Vi ringrazio e vi abbraccio.

Exultet venerdì 2 ottobre 2009

Posted by triskeles in Bellachioma, Embrioni di regime, Resistenza.
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Exultet

Tra il serio e il faceto ci stanno tanti motivi per esultare. Il dominus incontrastato, signore di questa provincia italica e imperatore indiscusso dell’etere è la cagione principale. Le conseguenze del suo operato sono sotto gli occhi di tutti. Ognuno ha i suoi motivi per indignarsi e/o esultare.

In alto gli scudi! Arriva lo scudo. Evasori, farabutti, ladroni e falsificatori di bilanci, siate i benvenuti. L’Italia è il vostro Paese, potete pure tornare adesso che molti vostri colleghi si sono dati da fare e non dimenticate di portare con voi il bottino, la refurtiva. La lotta ai paradisi fiscali che il governo dell’Utilizzatore finale dice di condurre, è una lotta alla concorrenza. Adesso non avrete bisogno di fuggire. Facciamo tutto da noi! I cosidetti “onesti”, forse adesso, seguiranno il vostro mirabile esempio. Era ora!

Finalmente anche noi poveracci ci siamo potuti permettere una serata in compagnia di una escort. Bastava pagare il canone Rai e mettersi sul divano a guardare la puntata di ieri di Annozero. Santoro fa una tv che è di servizietto pubblico invitando la meretrice di Silvio, Patrizia D’Addario. Lui, forse in preda a un feroce attacco di gelosia, si dice “indignato”. Non si capisce se a indignarlo sia il prezzo irrisorio che abbiamo pagato o il fatto che lui, per averla nel lettone di Putin, ha dovuto riempirle una busta con svariate migliaia di Euro. Ciò che più conta, però, è che questa occasione ci ha dato la possibilità di condividere con il premier anche una delle sue donne. Tranquillo Silvio! Santoro, a confronto con te, ha fatto una figuraccia. La poverina stava li con gli occhi lucidi, probabilmente nostalgica delle notti di fuoco trascorse a palazzo Grazioli.

I farabutti italici, convocati dalla Federazione nazionale della stampa italiana, scenderanno in piazza del Popolo a Roma, domani alle 15.30. Con loro manifesteranno i partecipanti alla congiura che tenta di far fuori il premier Bellachioma sulla scia del successo riscosso dall’appello di tre giuristi italiani e sottoscritto da undici premi Nobel, personalità dal mondo dello spettacolo, dello sport, della cultura e più di 450.000 cittadini comuni. Ci sarà anche quel farabutto di Saviano che oggi ha scritto un articolo intitolato Cosa vuol dire libertà di stampa e sento il dovere di segnalarvelo!

Noi sappiamo cosa sia la libertà di stampa. Per difenderla saremo in piazza con lui e con tante altre persone, mostreremo al mondo quanto siamo farabutti. Quel mondo che si chiede come possiamo continuare a subire passivamente le malefatte dell’Utilizzatore finale e, ancor più incredulo, si chiede quando e dove finirà la sete di potere del nuovo don Consalvo Uzeda. Anche Triskeles scenderà in piazza per guardare gli occhi e le speranze di un’Italia che non vuol’essere nè donna di provincià nè bordello. Ce lo scriveremo in faccia. Saremo farabutti. Saremo tanti.

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Sei ancora in tempo per firmare l’appello dei giuristi per la libertà di stampa. Noi che lo abbiamo già fatto siamo più di 450.000 persone. Manchi tu e puoi rimediare cliccando sul banner seguente.

 

Poche, semplici osservazioni sabato 26 settembre 2009

Posted by triskeles in Bellachioma, Embrioni di regime.
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E’ ora di finirla. Quella di ieri è l’ennesima puntata di una campagna mediatica basata sui pruriti, sulla spazzatura, sulla vergogna, sull’infamia, sulle porcherie. Convocherò i vertici della Rai per verificare se trasmissioni come Annozero rispettino l’impegno, assunto dalla Rai nel contratto di servizio, a garantire un’informazione completa e imparziale“. Sono le parole del ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola. Proprio quello che definì Marco Biagi un rompicoglioni.

Voglio sollevare alcuni rilievi.

  • Se anche fossero veri i sondaggi che l’Utilizzatore finale sventola gioioso, il 68% del popolo italiano è con lui ma il restante 32% dissente dalle sue opinioni. Posto che tutti gli italiani paghino il canone, vi è una pluralità da rispettare. Io dissento dai suoi modi di fare e di pensare, quindi pretendo che esistano delle trasmissioni (come Annozero, Ballarò, Report, Parla con me?, Che tempo che fa) che soddisfino il mio essere un “diversamente omologato”.
  • La Rai è la televisione di Stato, controllata dai partiti. Dal punto di vista societario, essa è controllata dal Ministero dell’economia. Quella operata da Scajola è soltanto una censura. Il compito di vigilare sulla pluralità del servizio radiotelevisivo, spetta alle Camere. Purtroppo sappiamo dell’ignoranza istituzionale dei membri di questo Governo che ignorano come siano essi a dipendere dal Parlamento e non viceversa. Una prospettiva, la loro, che spesso li porta ad avocare a sè poteri che non gli competono.
  • Caro Scajola, Pruriti, spazzatura, infamia, porcherie sono tutte cose che il nostro Presidente sta gettando sulle Istituzioni con un comportamento non proprio da statista. Sarà pure il miglior Presidente del Consiglio che l’Italia abbia avuto in 150 anni di storia (???) ma non trovo un suo predecessore che abbia riversato sul nostro Paese lo sdegno della comunità internazionale per una storiaccia di mignotte. Se la televisione ne parla non si tratta di farabutti ma solo di gente che fa il proprio mestiere, informando. Dovresti esser grato!

In conclusione, “farabutto” è chi fa il proprio mestiere informando i cittadini o chi opera censure?

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Avete firmato l’appello dei giuristi per la libertà di stampa? Siamo già a 430.000 firme. Manca la tua e puoi rimediare cliccando sul banner seguente.

 

Here we are again lunedì 21 settembre 2009

Posted by triskeles in Bellachioma, Embrioni di regime, Resistenza.
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silvio-berlusconi

Ci risiamo… e purtroppo non è una buona notizia. Già da tanto tempo parlavo di una deriva culturale e totalitaria cui ci sta conducendo la maggioranza attualmente al governo e il nostro Paese sembra ben lieto di abbandonarsi a questo delirio. In fondo è molto comodo che “altri” si occupino della cosa pubblica! E’ già successo in passato e adesso non vorrei dire davvero “ci risiamo”. I segnali premonitori ci sono quasi tutti: coscienze messe a tacere, informazione asservita al potere, magistratura sotto tiro, ronde. La scorsa settimana, prima della tragedia italiana di Kabul, abbiamo assistito all’ennesimo atto di ostentazione di potere (vedi alla voce “sciacallaggio”), andato in onda dal salotto del Maggiordomo, per consentire il quale, sono stati stravolti i palinsesti di tutte le emittenti nazionali. Era necessario, nell’intenzione dell’Egoarca (geniale definizione coniata dal giornalista D’Avanzo di Repubblica), per recuperare il consenso perduto durante un’estate di indagini che ci hanno svelato i suoi “altarini”. Dalle feste con minorenni ai festini a base di cocaina e mignotte; dall’attacco mosso dal suo Giornale al direttore di Avvenire ai suoi difficili rapporti con la Santa Sede. Nell’immaginario italiano, nulla di tutto ciò esiste. Quel che, all’estero, è divenuto motivo di scandalo e indignazione, qui viene taciuto dai media e quindi ignorato dai più. Gli altoparlanti del regime, e con essi le televisioni (che ricordano quelle del regime del Grande Fratello orwelliano), trasmettono a reti unificate la sua orgia di potere. Narrano le gesta epiche del Cavaliere di Hardcore che regala crociere e case ai poveri terremotati d’Abruzzo, risolve le crisi internazionali in un batter d’occhio, porta i marziani su Saturno e ricostruisce il Tempio di Gerusalemme in due giorni e mezzo.

Mi piace raccontare però di un’Italia diversa, che riflette e che si indigna ancora, nonostante tutto. Perchè quest’Italia (r)esiste, nelle persone che, con spirito critico, guardano fuori dalla propria finestra, fissando lo sguardo sui nostri tempi; nelle persone che scenderanno in piazza, il 3 ottobre, per difendere la libertà di stampa nel nostro Paese; nelle persone che rifiutano la televisione propagandista divenuta un contraccettivo del libero pensiero; nelle persone definite, dal sempre più mediocre Brunetta, una élite di merda. Per questi e tanti altri motivi è necessario affermare che “ci risiamo“. In questa esclamazione non voglio leggere solo la rassegnazione per la deriva populista che stiamo subendo ma anche la speranza che noi resistenti non siamo pochi.

Ci siamo e ci risiamo perchè dopo una lunga vacanza estiva ritorna Triskeles e, anche quest’anno, si farà opposizione e resistenza morale.

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Avete firmato l’appello dei giuristi per la libertà di stampa? Siamo già a 410.000 firme. Manca la tua e puoi rimediare cliccando sul banner seguente.

 

Paradossi italici lunedì 22 giugno 2009

Posted by triskeles in Bellachioma, Embrioni di regime.
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Sandro Bondi

Da qualche giorno, ci ritroviamo immersi nella cloaca massima creata dall’Eiaculatore matto e dai ricatti delle sue Veline “usa e getta”. Quel che accade dentro le mura di casa sua sarà pure una vita privata ma quando questi vizi cominciano a inficiare il prestigio delle Istituzioni (già abbastanza logoro), allora non c’è più nulla di privato.

Accade così che, a causa di una festa di compleanno, qualcosa si svegli nel Belpaese. L’opinione pubblica cerca di capire e comincia ad avanzare i propri dubbi sull’integrità morale del capo del Governo. La Repubblica riprende a fare quello che è nei compiti di un giornale. Indaga e informa. Tenta di formare una opinione pubblica che, allo stato attuale, è asservita al potere, sodomizzata dagli altoparlanti del regime, lobotomizzata dalle sue televisioni e da quella pubblica (quindi anch’essa sua!).

Oggi, il nuovo Vate, Sandro Bondi, ministro per i Beni e le Attività culturali, ciambellano di corte dell’Imperatore, in una lettera pubblicata su “il Giornale” (di berlusconiane fede e proprietà), accusa “la Repubblica” di essere una insidia per la nostra democrazia. Adesso, non negherò certo il principio di uguaglianza scolpito nell’articolo 3 della nostra Costituzione, in forza del quale, persone come lui possono diventare ministri della Repubblica. Fa riflettere tuttavia che chi riveste una tale carica, possa definire un quotidiano come un’insidia per la democrazia. Si tratta di un paradosso o il concetto di democrazia del ministro diverge dal mio e da quello di tantissimi italiani? Nella nostra idea di Democrazia esistono dei contropoteri e una opinione pubblica matura e non supina ma noi siamo degli idealisti e già immaginare che Sandro Bondi possa essere Ministro dei Beni e delle Attività culturali ci pare come un paradosso enorme, un ossimoro vivente!

Pompinocrazia domenica 31 maggio 2009

Posted by triskeles in Bellachioma, Embrioni di regime.
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La moglie ha detto che è malato e frequenta minorenni. Non vogliamo entrare nel merito della vita privata del Premier ma affermazioni come queste preoccupano non poco. Non si tratta di un prurito gossipparo nè di un complotto dei “giornali, scendiletto della sinistra”. E’ solo un mero interesse per quello che è lo stile di vita di chi rappresenta il popolo italiano in Europa e nel mondo. La faccenda diventa pubblica nel momento in cui gli aerei militari (quindi dello Stato e pagati da noi contribuenti) vengono utilizzati per portare il menestrello Apicella e le Vergini alla corte dell’Imperatore. Non sappiamo cosa avvenga ogni weekend nella villa in Sardegna di Bellachioma. Francamente temo di saperlo. I giornali esteri, quotidianamente si chiedono cosa ci sia di vero, perchè l’Imperatore non voglia rispondere alle domande che gli sono state rivolte da “la Repubblica”. Si chiedono quanto il Premier rappresenti l’Italia e la società italiana.

Lui, in effetti, rappresenta la società italiana o gran parte di essa. Non perchè la nostra società abbia ereditato questa bassezza morale ma perchè, proprio da lui, è stata plasmata. Ha creato una realtà parallela dove i cittadini sono teledetenuti. La televisione ci ha trasformati in un popolo mediocre. Interessati al gossip e grandi autori dell’arte del bipensiero orwelliano. Come efficacemente afferma Homer Simpson “la tv ha sempre ragione” e non importa che la tv dica una cosa oggi salvo poi contraddirla domani. Abbiamo rimosso la memoria e lo spirito critico, l’unica cosa che conta è ciò che viene detto dagli altoparlanti del regime. E intanto la pompinocrazia avanza.