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150 anni insieme giovedì 17 marzo 2011

Posted by triskeles in Uncategorized.
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Sono la figlia del Risorgimento e di Garibaldi, di Mazzini e dell’impero romano; delle ombre del Caravaggio, di “quel ramo del lago di Como”, della Gioconda e del genio di Leonardo; di Torquato Tasso e Giordano Bruno, delle camicie rosse e di Francesco e Chiara da Assisi; di Vivaldi, Galileo, Beccaria. Forse sono figlia di Cristoforo Colombo ma, sicuramente, lo sono di Amerigo Vespucci e Giovanni da Verrazzano. Sono figlia di Giotto, del Decameron boccaccesco, di una Commedia soprannominata Divina, della rivalità tra Bernini e Borromini, del Giudizio universale michelangiolesco e di Raffaello, sepolto nel Pantheon, sotto lo stesso tetto ove riposa uno dei miei padri.

Sono la madre di Verdi e di Arturo Toscanini, di Enzo Ferrari, Luchino Visconti, Pier Paolo Pasolini e di Giorgio de Chirico. Sono madre di Svevo e Calvino che portano il mio nome. Sono madre di Luigi Einaudi, Enrico Fermi e dei Ragazzi di via Panisperna. Dei Sei personaggi di Pirandello, di Carlo Carrà, di Enrico Berlinguer, delle trincee ove Ungaretti s’illuminò d’immenso e dello SVA col quale D’Annunzio volò su Vienna. Sono madre di Aldo Moro, Vittorio De Sica, Roberto Rossellini, Sandro Pertini, Eugenio Montale; di Mario Monicelli e del suo ultimo, disperato, volo. Sono madre delle camicie nere e delle lacrime materne che, come nella Pietà di Michelangelo, sono state versate sui corpi esanimi di altri figli. Sono madre dei fazzoletti partigiani che respinsero la barbarie e di quella Costituzione che è un trattato di civiltà e democrazia. Sono madre di Totò, Roberto Benigni, Lucio Battisti, Angelo Roncalli, Luciano Pavarotti, Claudio Abbado; sono madre della Vespa che portò in giro la gioventù durante gli anni della dolce vita cristallizzata da Federico Fellini.

Sono la madre di Riina, Buscetta, Provenzano, Setola, Di Lauro, Bidognetti, Schiavone ma anche e soprattutto di Mattarella, Siani, Diana, Dicillo, Puglisi, Rizzotto, Impastato, Vassallo, Falcone, Borsellino, Livatino, Dalla Chiesa e tanti altri che non potranno celebrare con noi questo anniversario. Sono la madre di una classe politica che ha tramato nell’ombra, che è scesa a patti con il demonio per galleggiare in un mondo che cambia e che fatica a capire. Sono la madre di tanti operai in Cassa Integrazione e di una società che, nonostante tutto, continua a lavorare e a produrre ciò che ci rende famosi fuori dalla nostra casa. Sono la madre di tanti giovani precari, di quelli che emigrano e di quelli che rimangono, posti ai margini della società da chi preferisce la vecchiaia che non è sempre sinonimo di saggezza.

Sono la sorella di tante donne che hanno fatto l’unità. Sono la sorella di Rita Levi Montalcini, di Anita Garibaldi, di Maria Montessori, di Felicia Impastato, di Nilde Iotti, di Rossana Rossanda, di Ellsa Morante, di Grazia Deledda, di Anna Magnani, di Gina Lollobrigida, di Sofia Loren, di Mina e di Oriana Fallaci.

Sono la madre, la sorella, la figlia di una grande speranza: che oltre tutta questa retorica italiana, risorga lo spirito identitario che animò i miei figli migliori e, prima di loro, i miei padri. Sono la madre, la sorella, la figlia di una generazione che deve conoscere la sua Storia per guardare a un futuro da costruire insieme.

Auguri Italia.

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