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Buon Natale, imbecilli domenica 9 gennaio 2011

Posted by triskeles in Uncategorized.
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Mensa della solidarietà, scritte contro extracomunitari

Ho vissuto più di cento giorni di Natale in un solo giorno e non sono Babbo Natale.

Ho vissuto il Natale delle puttane africane e dell’est europeo. Ho servito il viso stanco e deluso di quelle donne cui non offriamo altro che il caldo tepore di un’auto e poi riportiamo nel buio delle loro strade, a far sventolare le loro gonne dal maestrale.

Ho vissuto il Natale di quegli immigrati che non festeggiano il Natale ma approfittano della bontà cristiana che, come un fuoco fatuo, si accende in quei giorni. Hanno mangiato gli scarti e gli avanzi dei nostri cenoni e ci hanno pure ringraziati. Li vorremmo respingere in mare e invece rimangono qui a testimoniare che c’è dignità anche nella miseria.

Ho vissuto il Natale di una donna e del suo bambino. Troppo povera, lei, per comprare il cibo per bambini e troppo piccolo, lui, per mangiare il cibo dei grandi.  Come fanno gli uccelli, ha masticato il cibo per lui e gli ha dato il bolo. Anche loro hanno mangiato i nostri scarti e, ognuno dei due, a modo suo, ci ha ringraziati. Perchè non c’è nulla di imbarazzante nell’immagine di una donna che allatta e neppure in una donna che mastica il cibo per il suo bambino.

Ho vissuto il Natale di quegli italiani che abbiamo relegato ai margini della società perchè troppo poveri. Loro sono quelli che sembrano i più timidi e, con il volto rivolto verso il basso, ti ringraziano a bassa voce scansando quegli sguardi di spietata commiserazione cui li abbiamo abituati.

Ho vissuto il Natale di alcune donne piccole ma grandi e piene di energia. Non hanno solo preghiere da regalare ma sorrisi sinceri. Sorrisi e voglia di servire contagiosi. Ed è per questo che mi ritrovo in quel posto a vivere il loro Natale e quello di altri volontari.

Ho vissuto il Natale di tutte queste persone che considerano la Mensa della Solidarietà di Agrigento una casa accogliente nella quale, un pasto caldo e un sorriso, non si negano a nessuno. Sono stato con loro anche quando hanno aiutato noi a rimettere in ordine e a ripulire quel posto, come se fosse la bettola nella quale dormono ammassati o quel porticato che ospita i loro letti fatti di cartoni e la loro vita racchiusa in una busta di plastica.

Ho vissuto tutti questi natali che sono diventati anche il mio Natale e voi, miserabili, offendete tutte queste vite. Vorreste umiliare la città che vi ospita, il sorriso di quelle suore, la dignità di poveri, immigrati e puttane. Forse otterrete la terza pagina della cronaca locale, forse i vostri amici vi applaudiranno, forse anche i vostri genitori. Sicuramente non fermerete il lavoro di tanti volontari e la fiducia in un futuro popolato da esseri umani e non da scimmie che non riconoscono i propri simili.

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