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Il marchio dell'infamia domenica 21 marzo 2010

Posted by triskeles in Uncategorized.
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Mentre ieri, a Milano, l’Italia più bella e sana, sfilava contro la criminalità organizzata e per ricordare tutte le vittime di tutte le mafie, a Roma, milioni di persone, facevano il trenino delle libertà aspettando il venditore di tappeti.

La manifestazione tenutasi nel capoluogo lombardo, organizzata da Libera, l’associazione fondata da don Ciotti, ha potuto contare sulla partecipazione di oltre 150.000 persone. Nessuno di loro è stato pagato come invece è accaduto a Roma e dalla piazza, si sono levate parole di accusa ma anche di proposta. Al termine della manifestazione, diverse persone sono salite sul palco per leggere i nomi delle vittime delle mafie. Tra questi nomi, c’è anche quello di Paolo Borsellino.

Contemporaneamente, a Roma, tante persone, sfilavano a sostegno di questo Governo, per manifestare il loro desiderio di essere affrancati da ogni controllo, di votare per chi gli pare, per ribadire che i giudici devono sottostare alla volontà del popolo sovrano, con buona pace della democrazia, dello Stato di diritto e della Costituzione. Mentre aspettavano l’omelia dell’imbonitore di folle, si dilettavano in canti e balli da domenica televisiva, insultavano i nemici del popolo e offendevano la memoria di Paolo Borsellino mettendo una sua foto su uno striscione raffigurante i “Tarocchi d’Italia”.

La piazza è sempre una cosa positiva in una democrazia. E’ giusto che, qualora lo si ritenga opportuno, chiunque possa chiamare la sua gente e manifestare. E’ un diritto che non si può negare e anche loro ne debbono godere. Quando però questa piazza, oltraggia la memoria del Paese, calpesta i suoi Eroi, fa passare un messaggio balordo a una schiera di lobotomizzati e abdicatari del pensiero critico, allora non è più una piazza difendibile. Il marchio dell’infamia si riversa sui partecipanti, su quanti non hanno censurato una simile oscenità. Noi attendiamo fiduciosi che dalle alte cariche dello Stato, di qualunque colore politico esse siano, giunga una immediata e inequivoca censura. Non fosse altro per riabilitare il popolo sceso in piazza ieri.

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