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Antimafia al ribasso lunedì 23 novembre 2009

Posted by triskeles in Uncategorized.
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nienteregali_bannerCi sono modi e modi per fare antimafia. Ognuno ha i suoi metodi ma alcuni di questi sono più graditi alle mafie rispetto ad altri. C’è l’antimafia condotta dai mafiosi, che in una scala di gradimento, per loro, occupa il primo posto, che gli permette anche di costruire, tramite imprese controllate dagli stessi, le carceri dove potrebbero essere, in futuro, reclusi. C’è l’antimafia inciuciona, che è quella condotta da figuri arrivisti che approfittano dell’argomento per costruire carriere e reti di conoscenze personali, a proprio uso e consumo. L’espressione che meglio li definisce è “i professionisti dell’antimafia“, come ebbe a dire Leonardo Sciascia, che suscitò tante polemiche. C’è l’antimafia seria, che impegna la società civile e i magistrati. La loro è l’antimafia delle proposte costruttive, del riscatto di zone del nostro Paese abbandonate alle organizzazioni criminali, della lotta senza sosta attraverso la legge. C’è poi l’antimafia del governo Berlusconi che approva scudi fiscali, consentendo il rientro in Italia di capitali sporchi; che impone seri limiti alle intercettazioni, strumento indispensabile di indagine e di ricerca dei latitanti; che progetta per le mafie infrastrutture faraoniche sulle quali investire; che taglia i fondi a disposizione delle forze di polizia; che, ipocritamente, festeggia la cattura dei superlatitanti e le presenta come un proprio risultato; che per far fronte alle spese di giustizia, decide di rivendere i beni confiscati alle mafie, utilizzati adesso da cooperative sane e legali, e poco importa che a comprarli possano essere prestanome dei signori del crimine.

Per questi motivi, vi invito a firmare l’appello lanciato da don Luigi Ciotti e da Libera, affinchè venga ritirato l’emendamento della finanziaria, in esame al Senato, che prevede la vendita dei suddetti beni nel caso in cui, entro 3 o 6 mesi non venga trovata una destinazione. Il link ve lo posto qui di seguito: http://www.libera.it

Consentitemi, infine, un ricordo personale. Ieri, ci ha lasciati una grande persona. Il suo nome era Giuseppe Cottone. Era un sacerdote, una persona di quelle che incontri poche volte nella vita, un insegnate di filosofia. Molti di voi conoscono la mia diffidenza verso le gerarchie opprimenti della Chiesa. Con il cuore colmo di tristezza, posso affermare che sarebbe bello se la Chiesa fosse costituita da persone come lui. La Chiesa, la provincia e la diocesi di Agrigento,  Porto Empedocle e tutti gli uomoini di buona volontà, perdono, con lui, una delle migliori menti. Un pensatore raffinato e un uomo di cultura.

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Commenti»

1. Antonella Messina - mercoledì 2 dicembre 2009

Sono una nipote di don Giuseppe Cottone. Le sono grata per quello che ha scritto su mio zio, e sono sempre più orgogliosa di poter dire che ho fatto parte della vita di un uomo così straordinario. Grazie. Antonella Messina


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