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Un paese di farisei mercoledì 4 novembre 2009

Posted by triskeles in DIRITTI umani, Italia.
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Ieri la Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche viola la “libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e la libertà di religione degli alunni.”

La sentenza della Corte è stata subito come “laica” nell’accezione negativa di laicista. Le opposizioni sono state bipartisan. Tutti d’accordo nel leggere, tra le righe della pronuncia dei giudici di Strasburgo, una rimozione coatta di un simbolo identitario dell’Europa cristiana. Reazioni ignoranti del ruolo di questi stessi giudici chiamati a presiedere l’applicazione della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, scritta nel 1950 con il contributo fondamentale di cattolici quali De Gasperi che si guardarono bene dal conferire alla nascente Europa, un’identità religiosa che sarebbe stata motivo di divisione in un momento storico nel quale il desiderio di unione prevaleva.

Dunque, nella decisione della Corte europea, non v’è alcuna sottovalutazione del sentire religioso poichè essa tutela il diritto dei genitori a educare i propri figli secondo le loro convinzioni. Gli stessi giudici, garantiscono, con la loro decisione, equilibri difficili. Stefano Rodotà, su Repubblica, questa mattina ricorda il teorico del diritto Ronald Dworkin che sosteneva che “l’istituzione dei diritti è cruciale perchè rappresenta la promessa della maggioranza alla minoranza che la sua dignità ed eguaglianza saranno rispettate. Quando le divisioni tra i gruppi sono molto violente, allora questa promessa, se si vuole far funzionare il diritto, dev’essere ancor più sincera“.

Emerge, in questa vicenda, la cavalcante ipocrisia di una classe politica, pronta a sniffare cocaina e andare a puttane e, al contempo, a stracciarsi le vesti come prefiche lautamente retribuite nel momento in cui viene intaccato un sentire religioso elettoralmente pesante e determinante. Ma cos’è per gli italiani il crocifisso? E’ un orpello da aggiungere a gioielli ipergriffati, un oggetto con il quale far giocare i giovani a scuola (a chi non è mai capitato di vederlo capovolto in aula?), feticcio di una fede proclamata a parole, come fanno i farisei. Nel nostro Paese, Dio, non ha pace. Viene utilizzato da crociati infedeli, osannato e incensato, in tutte le cattedrali e anche fuori, fino a dare l’idea di ritrovarci in una unica, grande chiesa dove il volume alto delle rivendicazioni religiose impedisce di innalzare una preghiera sincera. Una fede tutta esteriore, fatta di cilici, cerimonie pubbliche, concordati, battaglie per la vita e contro la scienza buona che la vita può generarla o restituirla.

Il nostro è il paese dei farisei cattolici e ferventi, il paese nel quale si invoca la  nazionalizzazione del vero e unico Dio, il Paese europeo con il maggior numero di consumatori di cocaina, di violatori di donne e minori e il record della corruzione. E allora propongo una cosa semplice. Volete tenere il crocifisso? E sia! ma accanto appendiamo i principi fondamentali della nostra Repubblica, incisi in maniera indelebile nei primi articoli della nostra Costituzione. Impareremo da bambini che il nostro è uno Stato laico dove “tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge“. Quanto ai farisei, non mi resta che consigliar loro una lettura: Matteo 23, 1-39

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