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Buonanotte ragione domenica 8 febbraio 2009

Posted by triskeles in Bellachioma, Embrioni di regime, Resistenza.
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Viviamo una notte della democrazia. Abbiamo un premier che parla senza cognizione di causa. Lui rivendica con orgoglio di aver giurato sulla Costituzione. La stessa Carta che lui definisce filosovietica e, forse per questo, si sente in diritto di calpestare.

Circola in rete, in questi giorni, l’appello di “Libertà e Giustizia” in difesa dei valori democratici della nostra Repubblica. E’ una battaglia di civiltà e, per questo, invito tutti quanti a sottoscriverla andando sul sito dell’associazione.

Infine vi propongo le riflessioni di Michele Serra pubblicate oggi da “la Repubblica” nella sua consueta rubrica “L’amaca”.

“Forse sono diventato ipersensibile, come chiunque, da anni, senta lo stesso vecchio chiodo piantarsi nella stessa vecchia ferita. Ma ogni volta che Berlusconi pronuncia anche una sola parola sulla famiglia Englaro mi sento umiliato dalla sua grossolanità morale. Al consueto effetto dell’elefante nel negozio di porcellane si aggiunge la totale incongruenza tra un argomento così alto e un livello cosi basso. Specie quando costui osa addentrarsi in dettagli – come dire – fisiologici, che riguardano un corpo inerte e lo strazio quasi ventennale di chi la veglia e la cura, mi si rivolta lo stomaco. Un argomento che anche i filosofi accostano con sorvegliatissima prudenza diventa, in bocca a lui, la ciancia superficiale di un importuno, per giunta dotato di poteri enormi, che in genere agli importuni non vengono affidati. In questi giorni siamo di fronte a un doloroso strappo istituzionale e costituzionale, ma forse perfino più doloroso ci sono gli sgarri verbali che il premier si è concesso, blaterando di gravidanze e di “bell’aspetto”. Chissà se, di fronte a questo osceno spettacolo, almeno qualcuno dei suoi elettori ha potuto aprire gli occhi. L’illusione è che esista una soglia oltre la quale finalmente la passione politica si fa da parte, e lascia il posto alla valutazione umana. Non posso credere che essere di destra, oggi in Italia, significhi rassegnarsi a essere rappresentati da uno di quella fatta“.

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