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Viva Cossiga! giovedì 23 ottobre 2008

Posted by triskeles in Embrioni di regime, Italia.
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Nel corso di una conferenza stampa, il premier Bellachioma, getta la maschera e rivela al mondo il suo vero volto. Il volto di chi, forte del suo consenso fittizio o manipolato, crede di poter gestire con metodi padronali la nostra quasi defunta democrazia. I sondaggi (virtuali) lo dicono popolarissimo, le proteste studentesce in tutto il paese (reali) distruggono l’aura di gradimento che i media gli stanno cucendo addosso. Per questo motivo annuncia il l’intervento delle forze dell’ordine per mettere a tacere le proteste studentesche. Poco importa che si autosmentisca con il classico “sono stato frainteso”. Intanto era già partito il buon Cossiga che, in un divampare della sua demenza senile, da la ricetta giusta per sedare le LEGITTIME proteste di insegnanti, alunni e genitori. Un classico della Repubblica Italiana. Peggio di lui, come ministro degli interni, avevamo avuto solo Scelba. Riporto di seguito l’intervista che l’emerito presidente ha rilasciato oggi che potete anche trovare sul sito della rassegna stampa di Palazzo Chigi.

Da “GIORNO/RESTO/NAZIONE” di giovedì 23 ottobre 2008

INTERVISTA A COSSIGA «Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei» di ANDREA CANGINI – ROMA – PRESIDENTE Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato? «Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo.Ma poiché l`Italia è uno Stato debole, e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia».

Quali fatti dovrebbero seguire? «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».

Ossia? «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…».

Gli universitari, invece? «Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che? «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che… «Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti? «Soprattutto i docenti».

Presidente, il suo è un paradosso, no? «Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che in- dottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l`incendio».

Quale incendio? «Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

E` dunque possibile che la storia si ripeta? «Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».

Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti. «Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama…».

Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente… «Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all`inizio del- la contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com`era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro. La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla… Ma oggi c`è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».

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Commenti»

1. LaMoglieDellAvvocato - martedì 28 ottobre 2008

Io avrei una mia idea. Cossiga è in politica da troppo tempo e ne ha viste talmente tante da escludere che non pensi alle conseguenze di quello che dice.
Oltre all’inevitabile ira funesta dell’informazione non in mano al Potere, si sarebbe tirato dietro quella dell’opinione pubblica ancora pensante. In realtà ha svelato un possibile disegno che a questo punto, forse, non potrà più essere applicato. Se davvero avesse ritenuto fondamentale comportarsi nel modo da lui descritto, non lo avrebbe certo detto ad un giornalista, ma direttamente a chi governa, per il presunto bene del Paese.
Il risultato è aver reso guardinghi studenti e giornalisti nei confronti di “agenti provocatori”. Che abbia voluto salvarli dalle botte scongiurando un processo magari già in corso? O è solo paura che questa volta coloro che gridano al regime avrebbero avuto prove solide (ad esempio i video che si è consigliato agli studenti di girare per non ricadere in ciò che è successo a Genova)?
Non c’è interesse ad instaurare un regime nel senso classico, secondo me. E’ ben più efficacie e duraturo continuare ad addormentare le coscienze.


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