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Ministero della Pubblica Selezione giovedì 16 ottobre 2008

Posted by triskeles in Embrioni di regime, Italia.
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Art. 33 Costituzione

L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.

La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.

È prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.

Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

Art. 34. Costituzione

La scuola è aperta a tutti.

L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

Ho riportato gli articoli della Costituzione che parlano dell’Istruzione come diritto, non già dei cittadini, ma DI TUTTI!  La recenta mozione leghista, approvata dal Parlamento, ha un non so che di eversivo, di illegale. I nostri politicanti vogliono delle classi-ponte (o di inserimento) per permettere alle maestre ariane di non curarsi di cinesi, rumeni e negri. Vogliono farci pensare che l’integrazione degli immigrati si possa ottenere ghettizzandoli, prendendogli le impronte digitali, creando delle classi scolastiche riservate ai loro figli. I bambini italiani cresceranno così senza il contatto con ciò che è diverso da loro. L’accesso alla pubblica istruzione sarà subordinato al superamento di un test d’accesso ma, come si può leggere nella nostra Carta fondamentale, il diritto all’istruzione è riconosciuto a tutti. Mi vien da pensare che il fine ultimo di questo scellerato provvedimento sia quello di evitare che gli studenti-tronisti e le studentesse-veline, cadano nella tentazione di infierire sulla condizione dei negri con atti di bullismo. Speriamo solo di non assistere alla separazione delle carriere degli insegnanti. Già la Gelmini ha seminato il seme della discriminazione tra docenti meridionali e settendrionali.  Magari potrebbero proporre di lasciare gli insegnati ebrei fuori dalle scuole e dalle università, o magari toccherebbe a quelli di colore! Ma una simile assurdità non si è mai vista nella storia…! O forse si?

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