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In difesa della Repubblica (e delle sue Istituzioni) mercoledì 9 luglio 2008

Posted by triskeles in Bellachioma, Italia, Resistenza, Roma.
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E’ il tempo di scendere in piazza. Per far sentire la nostra voce. Per far vedere quante cazzo di persone possono riunirsi alle 18 di un fottutissimo martedi estivo in piazza Navona, spinti dalla propria opposizione culturale al regime costituendo.
Il mio ritardo cronico mi ha fatto muovere da casa quando stava per cominciare la manifestazione e i trenta minuti di inutile attesa di un bus non mi hanno aiutato.
Così, io e il mio amico, ci muoviamo in auto in un lungotevere congestionato, chiedendo informazioni a una vigilessa abbastanza idiota.
Quando raggiungiamo piazza Navona sta parlando Marco Travaglio, alla fine dell’intervento, un suo amico giornalista che stava accanto a noi, gli manda un sms di complimenti.
E’ la volta di Beppe Grillo. Con il suo intervento audio, conferma che la madre degli idioti è sempre incinta e, parlando senza cognizione di causa, attacca Napolitano. Lui, si, è offensivo. Inutilmente. La Guzzanti non lo è anche se si augura un Ratzinger tra i diavolacci tra vent’anni e vede la Carfagna ministro solo per meriti “orali”. Un pompino val bene un ministero. La Guzzanti è una comica. Grillo ha smesso di essere un comico quando ha cominciato a occuparsi di tutto cadendo nel più scadente qualunquismo.
E così una manifestazione civilissima viene contestata, oggi, a causa delle offese rivolte al Quirinale da Grillo. I più bigotti criticheranno anche la Guzzanti.
Non si parlerà della Borsellino che ricordava le manifestazioni di piazza dopo le stragi di mafia. Non si parlerà delle eccellenti “poesie incivili” del mio concittadino Camilleri.
Non si parlerà di Travaglio e della sua capacità di narrare i fatti che dovrebbero esser pubblici ma in un paese governato dal regime delle Veline, tutto diventa irrilevante e viene condonato.
Non si parlerà di Colombo che si è opposto al vaffa di Grillo.
Noi che eravamo in quella piazza lo sappiamo. Per fortuna eravamo in tanti.

Prima di concludere rispondo a una domanda che Grillo ha rivolto alla piazza. Ha chiesto se noi riuscissimo a immaginare un Pertini o un Ciampi che firmano una legge che li rende immuni dalla giustizia.
Risposta: Si! E la argomento.
Prendiamo innanzitutto il Presidente Ciampi che, durante il suo settennato firmò il lodo Schifani, poi bocciato dalla Corte Costituzionale. Insieme a quella legge, ne firmò altre che oggi cataloghiamo come “leggi vergogna”.
Quanto a Pertini c’è da fare una piccola premessa storica. Durante il suo mandato, il sistema elettorale italiano era diverso. I protagonisti, allora erano i partiti e non le singole persone. A differenza di quanto accade oggi, nei simboli delle compagini partitiche non c’era il nome del candidato premier che veniva designato dal Presidente della Repubblica. Oggi è tutta un’altra cosa. La discesa in campo di Bellachioma ha personificato la contesa politico-elettorale. Il vero marchio del berlusconismo non è certo Forza Italia o il PDL ma il suo nome. Silvio Berlusconi. Un nome cui è diventato uso contrapporne un altro. Da Prodi a Veltroni passando da D’Alema e Rutelli. Durante il settennato di Pertini non era così. Egli non dovette mai far fronte a una personalità ingobrante quanto quella di Bellachioma. E non perchè i vari Craxi, Cossiga, Forlani, Spadolini, Fanfani o Andreotti non avessero una gran faccia da culo quanto quella del nostro premier. Magari molti di loro erano dei campioni in questo ma nessuno, dico nessuno, aveva una legittimazione derivante da un consenso popolare sebbene improprio. Nessuno di loro potè ricorrere a questo argomento per scontrarsi con l’inquilino del Quirinale. Per non parlare poi del fatto che allora c’era l’immunità parlamentare e non aveva nessun senso proporne una ulteriore per le alte cariche dello Stato. Un esempio, piuttosto, dovrebbe venirci da Andreotti. Un sette volte presidente del consiglio che viene imputato per reati gravissimi e, nonostante ciò, rifiuta quella immunità e si fa processare. Non invoca legittima suspicione nè prescrizioni. Non blocca i processi e le intercettazioni.
Chi, oggi, parla di inadeguatezza del Presidente della Repubblica, dimostra di essere un ignorante. Chi vuole un Napolitano militante che affronta Bellachioma apertamente sul terreno delle questioni politiche, negando la propria firma alle leggi vergogna, dovrebbe andarsi a leggere ciò che scrive la Costituzione agli artt. 83-91. Se i padri costituenti avessero voluto un Capo dello Stato militante e non imparziale e terzo alle contese politiche, avrebbero sicuramente fatto in modo che questi trovasse la propria legittimazione nel voto popolare e non in quello di una assemblea elettiva, seppure allargata, come nel caso nostro.
Ma la cosa che più fa male, oggi, non è tanto l’ignoranza di questi “oratori”, chè di ignoranza la nostra società è pregna e ci siamo abituati. Quel che più ferisce è il sentire i personaggi del Popolo delle Libertà provvisorie che difendono il Presidente Napolitano. Proprio loro che lo hanno RAGGIRATO facendogli firmare un decreto che hanno successivamente modificato con l’inserimento dell’emendamento blocca processi. Bocchino (non quello della Carfagna) e Gasparri che difendono il Capo dello Stato è una visione inaudita e inedita che non ha prezzo. Per tutto il resto c’è Grillo…

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Commenti»

1. Gloria - mercoledì 9 luglio 2008

meno male…. C’ero anche io ed ho temuto di essermi improvvisamente rinko…. a leggere i giornali stamattina mi sembrava che loro avessero visto un altro film.
Spero che in tanti avremo modo di far capire che la piazza di ieri ha un significato profondo!


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