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Silvio vs Montesquieu giovedì 19 giugno 2008

Posted by triskeles in Bellachioma, DIRITTI umani, Embrioni di regime, Italia, Varie e Personali.
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« Tutto sarebbe perduto se lo stesso uomo, o lo stesso corpo di maggiorenti, o di nobili, o di popolo, esercitasse questi tre poteri: quello di fare le leggi, quello di eseguire le decisioni pubbliche, e quello di giudicare i delitti o le controversie dei privati. »

Non sono queste, le parole di una toga rossa, neppure sono parole di un comunista. E’ una frase di Montesquieu, filosofo francese del 1700. Trecento anni fa egli costruì il suo pensiero fondandolo sull’esistenza di tre poteri: quello legislativo, quello amministrativo e di governo e quello giudiziario. Pensò anche che questi tre poteri dovessero interagire tra loro al solo fine di controllarsi e limitarsi a vicenda.
La Costituzione degli Stati Uniti d’America, consacrò tale principio rendendolo vivo ed efficace. Ancora oggi, la Costituzione americana, è un esempio per tutti i paesi occidentali che adottano in vario modo il sistema dei “check and balances”, pesi e contrappesi. Nessuno dei tre poteri può prevaricare gli altri. Il tutto avviene sotto l’occhio vigile della pubblica opinione, la cui formazione, non viene in alcun modo evitata. Ogni cittadino può formarsi una sua idea circa l’operato di un giudice o dello stesso capo del governo.

«Proporrò al Consiglio dei ministri di esprimere parere favorevole sull’emendamento in oggetto e di presentare un disegno di legge per evitare che si possa continuare ad utilizzare la giustizia contro chi è impegnato ai più alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato.»

Queste, purtroppo, sono parole del capo del governo italiano. La Carta Costituzionale del 48, adottò anch’essa il principio della separazione dei poteri. I nostri padri costituenti assegnarono all’assemblea elettiva il ruolo di legislatore, fecero in modo che il Governo, titolare del potere amministrativo, fosse emanazione del Parlamento e istituirono una magistratura indipendente. Il tutto, doveva esser contornato da una libertà di pensiero, di espressione di cui godevano tutti i cittadini, dopo l’incubo del pensiero unico fascista vissuto nel ventennio. Oggi, purtroppo, assistiamo allo stupro reiterato delle garanzie costituzionali e dell’architettura istituzionale. Il governo Berlusconi, forte di un consenso popolare misurato su fantomatici sondaggi, si adopera nello smantellamento di quelle idee che consegnarono l’Italia, rinata dalle macerie del secondo conflitto mondiale, alla lista dei paesi con una democrazia avanzata.
Non sarà più così! La militarizzazione messa in atto dal presidente del consiglio, genera nei cittadini l’esigenza di sicurezza, ci sprofonda nella paura dello straniero. La paura così generata necessita di altra militarizzazione e conferisce implicitamente al capo carismatico poteri speciali.
Il tutto avviene nel clima di una atrofizzazione dell’opinione pubblica. Le televisioni ci diranno cosa pensare e come farlo. I processi penali saranno un tabù. Viene sacrificato, sull’altare della privacy, il diritto a una libera informazione. Non sapremo più se un nuovo Moggi giocherà a sequestrare gli arbitri o se improvvisati finanzieri di quartiere aggireranno la legge per tentare scalate improbabili.Loro violeranno le norme e in compenso avranno il diritto a che noi non ne sappiamo nulla.
Nell’indifferenza totale, si sta consumando lo svilimento delle garanzie costituzionali. Nella nuova ottica costituzionale non è necessario modificare la nostra Carta. Basta soltanto svuotarla di tutto. E’ triste constatare questa realtà di fatto. E’ triste dover dire ai nostri anziani, che nacquero durante il ventennio nero, che ci risiamo e che la loro vita potrebbe concludersi sotto lo stesso segno. Si obbietterà che oggi la situazione è diversa perchè siamo parte integrante di una comunità internazionale che è molto più attenta. Nel ventennio, però non c’era la televisione. Non c’erano mezzi di rimbambimento di massa. C’è adesso e c’era allora, un governo che si fa forte di un consenso viziato, una collettività anestetizzata da problemi che non sono reali ma creati ad’hoc.
E così consegniamo alla storia il pensiero di Montesquieu dal quale siamo partiti. E’ il destino dei grandi pensatori, che in epoca di emergenza nazionale, finiscono in soffitta. E’ il destino di quei principi sanciti dalla Costituzione che oggi divengono ideali per i quali lottare. E’ tempo, adesso, dei nuovi Partigiani. Forse non sarà necessario lottare nelle montagne ma proclamare idee diverse e scomode. In questo tramonto, noi siamo fiaccole e luci alte nell’orizzonte.– @page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } –>

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Commenti»

1. Anonymous - giovedì 19 giugno 2008

hai perfettamente ragione,ma come può una sola noce nel sacco far rumore? fatti conoscere,fai conoscere il tuo punto di vista!bella l’idea dei bigliettini da visita!

2. Anonymous - venerdì 20 giugno 2008

Ciao marcù sono tuo fratello gabriele e diciamo che sto inaugurando il mio nuovo pc e la nuova rete wireless e colggo anche l’occasione di dirti che l’anonimo che ha scritto il commento di prima ha perfettamente ragione…tu hai molte cpacità, sfruttale e fatti conoscere nel migiore dei modi…sei un grande!!


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