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Dichiarazione di voto venerdì 11 aprile 2008

Posted by triskeles in Bellachioma, DIRITTI umani, Italia, Sicilia.
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Domenica saremo chiamati a votare. Per la quinta volta consecutiva in 14 anni, sulle nostre schede elettorali troveremo un simbolo riconducibile a colui il quale continua a definirsi il nuovo della politica. Per noi siciliani inoltre, la partita è doppia. Cambia la faccia, non cambiano i metodi.

Ecco perchè voglio spiegare il mio voto al Partito Democratico.

UN PROGETTO PER L’ITALIAIl mondo, l’Europa, i processi geopolitici di questi anni ci chiamano alla sfida del futuro. Un paese che non risponda a questa chiamata è condannato a divenire un fanalino di coda dell’economia mondiale.
L’unica risposta al futuro può venire solo dalla affermazione di un partito che abbia in sè una forte componente riformista quale è il Partito Democratico di Veltroni. Ammetto di esser stato in difficoltà inizialmente. Tutte le promesse di rinnovamento e di svecchiamento si sono dissolte con la presentazione delle liste elettorali per la Camera e per il Senato. In Sicilia soprattutto, tali liste sono state compilate inserendo i nomi di coloro che ancora oggi dovrebbero portare la responsabilità del vergognoso 61-0 del 2001. Tuttavia, le sfide cui siamo chiamati, sono ben più ampie e numerose.
Dobbiamo rispondere alle sfide di una nuova economia che non si ferma ad aspettare ma necessita di innovazione, regole certe ma semplici, concorrenza. Necessita di una nuova cultura ambientalista che non sia impegnata a porre veti in danno a uno sviluppo sostenibile.
Il nostro sogno è un paese dinamico e unito. Unito intorno a chi è socialmente più debole, a chi vive nel suo quotidiano le difficoltà create da una società poco solidale e da una politica economica miope, incapace di guardare al lungo periodo.
Dobbiamo ripartire uniti intorno a quelli che sono i simboli e le Istituzioni della nostra Italia. La capacità di governare si misura anche dalla capacità di condividere i principi e le regole scritte sessant’anni orsono dai nostri padri costituenti in un’epoca contraddistinta da una ritrovata unità nazionale e da una vera dialettica politica nate dalle ceneri della guerra e della vecchia Italia. Dobbiamo riscoprire una politica vera. Il vero valore delle Istituzioni repubblicane risiede nella loro strumentalità al bene dello Stato, nel loro essere al servizio del popolo e soggette a quella legge suprema che è la Costituzione.
Abbiamo visto in questi giorni come una parte politica abbia insultato la magistratura e il Capo dello Stato. Abbiamo assistito a un tentativo di mercificazione e delegittimazione delle Istituzioni. Una campagna elettorale che era partita con toni abbastanza leggeri è divenuta un vero e proprio suk sia per quanto riguarda i toni che per il contenuto.
Abbiamo davanti la possibilità di creare un futuro vivibile e civile per chi verrà dopo di noi. Abbiamo la possibilità di poter garantire la convivenza dei principi democratici togliendo ogni futuro alla dittatura dei valori.
La storia giudicherà la nostra scelta e non saremo risparmiati. La storia possiamo essere noi. Il futuro è l’unico tempo nel quale possiamo andare e dobbiamo farlo a testa alta, senza alcuna vergogna delle nostre scelte.

UNA SCELTA DI CIVILTA’ PER UNA NUOVA SICILIA

Dopo appena due anni dalla riconferma di Salvatore Cuffaro alla Presidenza della Regione Sicilia torniamo alle urne per scegliere il suo successore. Candidati a succedergli sono Anna Finocchiaro, per il Partito Democratico, e Raffaele Lombardo per il Popolo delle libertà (provvisorie).

La nostra scelta è ovviamente per la Sen. Finocchiaro per tanti motivi.
Primo tra tutti, è una scelta di coerenza con quanto ho scritto sopra.
Altro motivo: Raffaele Lombardo è l’erede naturale di Cuffaro. Un suo politico fratello di latte. Entrambi cresciuti e allattati dalla mammella democristiana di Mannino.
Domenica rinnoveremo il parlamento regionale a causa delle dimissioni di Cuffaro, un atto dovuto dopo aver ricevuto una condanna a 5 anni di reclusione e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per l’inchiesta delle talpe alla dda di Palermo.
In sostanza il povero Cuffaro parlando con un amico, che dopo scoprirà essere un mafioso, aveva rivelato la presenza di microspie in casa di un importante boss palermitano, mandando a puttane (scusate l’espressione) una inchiesta che prometteva bene.
Ma non è sul merito della condanna che dobbiamo soffermarci.
La situazione siciliana degli anni precedenti ha fatto precipitare l’isola nel più buio medioevo della nostra democrazia. La Sicilia ha vissuto, e vive tuttora, un nuovo feudalesimo. Un feudalesimo che non è legato però alla terra, come fu quello medievale, ma al potere.Un sistema che concede potere per moltiplicarsi, perpetrarsi e riscuotere dopo altro potere. Il patto feudale continua a coinvolgere il Signore e il feudatario che riceve qualcosa in cambio di fedeltà.Un “do ut des” capace di viziare le regole del gioco democratico.I nuovi feudi non sono porzioni di terra ma direzioni generali, primariati ospedalieri, concessioni edilizie, potentati politici, posizioni di rilievo presso enti pubblici.Questo sistema, negli ultimi anni ha moltiplicato le sue dimensioni. Si è passati dal cuffarismo caloroso, folkloristico e dei cannoli al lombardismo che altro non è se non un cuffarismo razionale e razionalizzato, quasi scientifico.Le posizioni di potere vengono tutte occupate. Lo spoil system è solo roba da dilettanti che assalgono il bottino dopo averlo conquistato e non allo scopo di conquistarlo.In un ciclo unico il potere genera consenso per poter conquistare altro potere, come se si trattasse di una legge fisica. Nella vigenza di questo sistema si travolgono i diritti sociali e anche quelli politici che non vengono più riconosciuti come tali ma vengono degradati a concessioni.Le concessioni, però, sono nella disponibilità di un sovrano che può anche non concedere nulla ai suoi sudditi. Lo Stato, al contrario, non può negare tali diritti ai suoi cittadini.La situazione siciliana, frutto del Sistema, degrada i cittadini al rango di sudditi. Li fa schiavi di un sistema capillare di consenso deviato. Rinvia ma non risolve i problemi. La politica perde dunque la sua caratteristica di servizio per molti e si tramuta in un privilegio di pochi che si autoalimenta e diviene autoreverenziale.
Per questo e per tanti altri motivi abbiamo fatto la nostra scelta di parte.
Anna Finocchiaro rappresenta l’unica soluzione politica ai problemi siciliani. Nessuna concessione, nessun compromesso con personaggi discutibili. Semplicemente una donna di ferro.
Con lei possiamo benissimo dire che non ci piace il ponte sullo stretto e gli investimenti che la mafia potrebbe farci. Non ci piace Lombardo con i suoi alleati e i loro precedenti giudiziari. Non ci piace l’esser asserviti a una idea becera di autonomia.
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