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Lo spirito della campagna elettorale siciliana giovedì 27 marzo 2008

Posted by triskeles in DIRITTI umani, Partito Democratico, Sicilia.
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Per capire a fondo la campagna elettorale che si sta svolgendo in Sicilia è necessario partire dal concetto di cittadinanza in quanto questo status diverge totalmente dalla condizione di sudditanza nel quale qualcuno vuol relegare i siciliani.

La cittadinanza è la condizione giuridica alla quale l’ordinamento dello Stato riconosce la pienezza di diritti politici e civili. I diritti sociali, invece, sono una conquista abbastanza recente. Nascono infatti nel XX secolo con lo Stato sociale. Tra essi vengono ricompresi i diritti alla protezione sociale contro la malattia, la vecchiaia, la disoccupazione, il diritto alla salute, il diritto al lavoro, il diritto all’istruzione.
Il riconoscere tali diritti agli individui corrisponde al conferimento dello status di cittadino. La sua emancipazione dallo status di suddito. Sappiamo infatti che, nel permanere di quest’ultima condizione, permangono, in capo all’individuo, situazioni giuridiche puramente passive come doveri e soggezioni.
La situazione siciliana degli anni precedenti ha fatto precipitare l’isola nel più buio medioevo della nostra democrazia. La Sicilia ha vissuto, e vive tuttora, un nuovo feudalesimo. Un feudalesimo che non è legato però alla terra, come fu quello medievale, ma al potere.
Un sistema che concede potere per moltiplicarsi, perpetrarsi e riscuotere dopo altro potere. Il patto feudale continua a coinvolgere il Signore e il feudatario che riceve qualcosa in cambio di fedeltà.
Un “do ut des” capace di viziare le regole del gioco democratico.
I nuovi feudi non sono porzioni di terra ma direzioni generali, primariati ospedalieri, concessioni edilizie, potentati politici, posizioni di rilievo presso enti pubblici.
Questo sistema, negli ultimi anni ha moltiplicato le sue dimensioni. Si è passati dal cuffarismo caloroso, folkloristico e dei cannoli al lombardismo che altro non è se non un cuffarismo razionale e razionalizzato, quasi scientifico.
Le posizioni di potere vengono tutte occupate. Lo spoil system è solo roba da dilettanti che assalgono il bottino dopo averlo conquistato e non allo scopo di conquistarlo.
In un ciclo unico il potere genera consenso per poter conquistare altro potere, come se si trattasse di una legge fisica. Nella vigenza di questo sistema si travolgono i diritti sociali e anche quelli politici che non vengono più riconosciuti come tali ma vengono degradati a concessioni.
Le concessioni, però, sono nella disponibilità di un sovrano che può anche non concedere nulla ai suoi sudditi. Lo Stato, al contrario, non può negare tali diritti ai suoi cittadini.
La situazione siciliana, frutto del Sistema, degrada i cittadini al rango di sudditi. Li fa schiavi di un sistema capillare di consenso deviato. Rinvia ma non risolve i problemi. La politica perde dunque la sua caratteristica di servizio per molti e si tramuta in un privilegio di pochi che si autoalimenta e diviene autoreverenziale.

Con Cuffaro e con la sentenza che lo ha condannato abbiamo assistito alla fine dell’esaltazione del mito di questa figura mistica che si circondava di madonne e affidava alla Vergine Maria la Sicilia tutta. Con Lombardo assisteremo alla continuazione di tale sistema. Un sistema che ormai è organizzato e autonomo. Vivremo l’illusione di una autonomia rivendicata e non conquistata confortati da una cultura e da una storia rivisitate in chiave vittimistica.
Forse ci saranno meno baci, meno immagini sacre e meno cannoli. Sicuramente subiremo le solite, vecchie conseguenze.

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