jump to navigation

Libertà e Responsabilità venerdì 18 maggio 2007

Posted by triskeles in DIRITTI umani, Italia, Varie e Personali.
trackback

La contrapposizione tra le due piazze di sabato scorso, il Family Day e Orgoglio laico, hanno posto in evidenza la frattura di un Paese già di per sé estremamente diviso.
Le due manifestazioni già citate sono solo le ultime in ordine di tempo in un anno in cui hanno manifestato pacifisti, farmacisti, tassisti, benzinai, pensionati e via continuando in un elenco di categorie impegnate a difendere i propri privilegi e a manifestare un egoismo di categoria che pretende e non concede. Forse ironicamente si potrebbe dire che nessuno come la sinistra sia oggi capace di portare tanta gente in piazza nel bene o nel male. Tuttavia occorre rivolgere una attenta analisi del problema che superi le cronache giornalistiche o le facili ironie. Problema che investe inevitabilmente la politica, il suo ruolo e ciò che rappresenta.

La classe politica è tale non perché riflette la società. Non si può ridurre il suo ruolo a semplice specchio della società. Non abbiamo un parlamento che, sia pure in miniatura, rispecchi le varie istanze sociali. Al contrario, in una democrazia rappresentativa, la classe politica seleziona le istanze e vi instaura un collegamento; ascolta le aspirazioni del Paese e le insegue, anche per procurarsi maggiore consenso secondo quella che Zagrebelsky chiama legge di autoconservazione delle élite. Ma di tutte queste istanze sociali deve fare una accurata cernita poiché ogni uomo, in cuor suo, mira al benessere soprattutto materiale indipendentemente dal mezzo per raggiungerlo e altrettanto indipendentemente dai sacrifici altrui che questo perseguimento possa causare.
Quindi si prospetta una classe politica che nel rappresentare la società che la esprime deve selezionare prima con responsabilità. In tempi come i nostri si parla spesso di libertà e anche la nostra Costituzione è al tempo stesso promotore e garante delle libertà dei cittadini. Tuttavia si tende a ignorare un altro valore che deve necessariamente andare di pari passo con la libertà e questo valore è la responsabilità.
Quest’ultima dove non richiamata espressamente dalla nostra Carta la troviamo in essa coniugata in altre parole come uguaglianza o solidarietà. Un popolo libero ma irresponsabile mira a perseguire i propri obiettivi nell’immediato dissipando ogni riserva cautelare senza una prospettiva del futuro che viene poi lasciato a chi viene dopo. Solo la responsabilità può contenere il carattere distruttivo della libertà incondizionata.

Egoismi di tal fatta oggi ne vediamo in abbondanza nei dibattiti inerenti le pensioni dove ognuno pensa al futuro che lo attende dopo l’età del lavoro e al contempo si rifiuta di mettere in atto gli accorgimenti necessari affinché il proprio futuro non sia esclusivamente una rendita gravante sui propri figli. Altro esempio attuale di libertà irresponsabili ci viene dal dibattito sui diritti civili dei conviventi. Argomento che ha scaldato gli animi di cattolici e laici e all’interno degli stessi cattolici ha procurato una divisione tra chi porta il cilicio e chi si dichiara cattolico adulto. Da un lato si pone il veto a creare le cosiddette famiglie di serie B e dall’altro si rivendicano, anche con arroganza, dei diritti che sono certamente dovuti. In questo dibattito si pone al centro la famiglia tradizionale, valore inestimabile e riconosciuto anch’esso costituzionalmente come nucleo fondante della società se questa sa educare i propri figli all’apertura, al dialogo e alla responsabilità ma la famiglia di cui si è parlato in questi tempi è una famiglia che si chiude in se medesima e non educa all’ascolto dei propri simili coltivando un egoismo familistico.

Queste piazze che rivendicano ma non concedono sono l’esempio di ciò che è pre-politica e non politica. Possiamo assumerle a luogo di elaborazione politica ma non può esser presa a riferimento nella selezione delle istanze sociali perché una manifestazione è portatrice di interessi particolari ed egoistici mentre la politica è perseguimento dell’interesse superiore e generale. La piazza rivendica, non sempre fa democrazia e lo si vede bene in tutte le esperienze totalitarie dove gente di ogni sesso ed età viene adunata nell’incitamento all’odio e nella celebrazione del capo carismatico che, approfittando delle paure di un’assenza di prospettive future, si fa rassicuratore del suo popolo.

L’Italia procrastina l’occasione di un futuro vivibile di generazione in generazione e non lo fa solo nei campi che abbiamo indicato. Dall’ambiente all’economia, dalle pensioni alle politiche sociali e della famiglia si nota con rammarico come l’improvvisazione sia padrona di una politica miope che non riesce a volgere lo sguardo all’orizzonte che il futuro ci indica ma si limita solo a guardare il dito.

Annunci

Commenti»

No comments yet — be the first.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: