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Il Ponte in bacheca lunedì 23 ottobre 2006

Posted by triskeles in Ambiente, Antimafia, Sicilia.
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Sembra quasi definitivo.
Questo matrimonio non s’ha da fare!
Ancora per qualche tempo le due sponde dello Stretto di Messina saranno costrette a guardarsi da lontano senza potersi toccare.Cala mestamente il sipario sul Ponte. Oggetto di sogni futuristici di imprenditori e politici da trent’anni a questa parte.
Questa decisione del Governo Prodi manda in archivio centinaia di progetti, varianti a progetti e fatture di consulenze tecniche pagate profumatamente.
Non solo non si farà il Ponte sullo Stretto ma lo Stato dovrà corrispondere a Impregilo (la società aggiudicatrice dell’appalto) una penale da record.
Negli anni passati il Ponte è stato visto come l’Occasione di una vita.
Tutti lo volevano.

Una volta costruito il Ponte sarebbe stato un esempio di ingegneria civile da Guinnes dei Primati, una straordinaria ostentazione dell’attenzione che questo o quel Governuccio aveva nei confronti del Mezzogiorno. Una ipoteca elettorale che non sarebbe tuttavia stata in grado di camuffare le contraddizioni esistenti tra una infrastruttura da terzo Millennio avanzato e una rete siciliana (nonché calabrese) di Autostrade che, a definirle tali ci vuole un bel coraggio!
E si parla di Ipoteca elettorale, non solo per la suggestione che una tale opera possa creare in animi semplici, ma soprattutto, per la migrazione di consensi dirottata dalla criminalità organizzata come ringraziamento supremo del rimpinguarsi dei propri conti correnti esteri.

Già! Non si deve dimenticare la Piovra. Negli ultimi anni, e non è necessario contestualizzare politicamente il periodo cronologico, molte imprese di dubbia legalità hanno spostato le loro sedi sociali, inizialmente disseminate nei territori calabresi e siciliani, nei dintorni dello Stretto.
Tanti prestanome più o meno famosi hanno acquistato i terreni nei quali sarebbero dovuti sorgere i piloni dell’avveniristica Opera. Un’operazione di riciclaggio di denaro sporco che avrebbe superato in dimensioni e costi la stessa fonte del loro guadagno!
Che tristezza… Tanti Onorevoli ed Onorevolucci (soprattutto siciliani) accorsi a Roma a protestare contro la decisione del Governo. Una altrettanto nutrita schiera di deputati siciliani che si dice pronta a dare il via ai lavori anche senza l’appoggio di Roma. Non si sa con quali soldi. Ma si farà!
Vogliamo a tal proposito dare uno sguardo di insieme alla situazione siciliana.

  • Sul versante economico viene in evidenza un Bilancio disastroso. Solo nel 2004 il debito era pari a 14,9 miliardi pari al 19% del Pil regionale.
  • Sul versante dei trasporti una piaga difficile da sanare è rappresentata dalle Ferrovie. Per arrivare da Trapani a Messina con il treno si impiegano dalle 6 alle 7 ore; da Agrigento a Ragusa si dovranno trascorrere anche 7 ore e 48 minuti. (Fonte Trenitalia.it)
  • Con le automobili non ci si salva neppure perché per coprire il tragitto che va da Agrigento a Ragusa che distano solo 138km si dovrà disporre di 2ore e 9 minuti.

Da questi pochi e sommari dati viene in evidenza come una simile infrastruttura rappresenti una Cattedrale nel Deserto, come in molti da tempo hanno ribattezzato il Ponte, ma anche l’inopportunità di una spesa che la Regione Siciliana non è in grado di affrontare.
Noi riteniamo che l’ammodernamento delle infrastrutture meridionali sia una buona occasione, anche occupazionale, ma il progettare e realizzare il Ponte sarebbe come nascondersi dietro un dito se prima non si mette mano alle fatiscenti reti di collegamento già esistenti.

Non vogliamo avventurarci in supposizioni più o meno corrette ma un dato viene in risalto: agli inizi del secolo scorso uno dei pericoli a percorrere le strade siciliane erano i briganti. Adesso le strade sono egualmente pericolose ma i briganti non stanno più per strada. Bisogna cercarli altrove!

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