ThyssenKrupp Sabato 6 Dicembre 2008
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“Mai più”, aveva implorato il cardinale di Torino, Severino Poletto, nel giorno dei funerali delle vittime della ThyssenKrupp. Un anno è trascorso dal giorno di quella tragedia che costò la vita a sette operai. La giustizia sta facendo il suo corso e, per la prima volta in Italia, l’accusa contestata ai vertici dell’azienda è omicidio volontario. Nelle commemorazioni tenutesi oggi si notava l’assenza di Governo e Confindustria, come se fosse una cosa che non li riguarda.
Eppure in Italia, si continua a morire sul lavoro. Milletre (1003) sono le persone che hanno perso la vita esercitando quel diritto al lavoro che è la base fondamentale della nostra Repubblica (Art.1, Costituzione).
“Mai più” vogliamo gridarlo anche noi, oggi. Con la speranza che questo si avveri e con la sconfortante consapevolezza che, in Italia, si morirà ancora di lavoro.
Antologia d’autore Giovedì 31 Luglio 2008
Posted by triskeles in Bellachioma, Embrioni di regime, Italia, Lavoro.Tags: Bellachioma, Extracomunitari, Italia, Lavoro
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Il ministro Bossi si autodefinisce il nuovo Alberto da Giussano contrapposto al nuovo Federico Barbarossa che sarebbe interpretato dallo Stato cattivone e centralista. Le vicende della Lega lombarda saranno l’argomento della nuova fiction di propaganda. Lo scopo è ovviamente quello di celebrare i miti padani. Non importa se i lombardi saranno interpretati da comparse rumene e le riprese verranno effettuate in Romania.
Prosegue la crociata di Brunetta contro i fannulloni. La battaglia si annuncia dura per il buon Renatino che dovrà vedersela con un gruppo di fannulloni organizzati in comitato e che, per l’occasione, hanno smesso i panni dei nullafacenti. Altro tallone d’Achille della sua battaglia è la mancata collaborazione dei suoi colleghi parlamentari che detengono i record di assenteismo.
Vicino Roma, a Civitavecchia, il ministro Scajola (colui che defini Marco Biagi un “rompicoglioni”), inaugura la nuova centrale elettrica dell’Enel a carbone. Nel corso del suo discorso, osserva, quasi compiaciuto, come, per arrivare a quel risultato, siano stati necessari anni di lavoro e fatiche e anche qualche morto (sul lavoro!). Come se si trattasse di una semplice voce di bilancio.
Intanto continuano gli sbarchi della speranza e non cessano i naufragi. L’Arcivescovo di Agrigento, giustamente, definisce il Mediterraneo come una tomba liquida satura ormai di morti e auspica un’azione volta a bloccare in partenza i viaggi della speranza. Risponde il Governo dichiarando lo stato di emergenza nazionale, quasi come si trattasse di un disastro naturale. E così innalzano l’ennesimo muro tra noi e il mondo esterno. Una risposta contraria al discorso che Barack Obama ha tenuto a Berlino la settimana scorsa nel quale invitava il mondo ad abbattere ogni muro. La dichiarazione dello stato di emergenza, però, concorre all’unico, vero e taciuto scopo che è quello di creare allarme. In una situazione di pericolo avvertito si ha la naturale propensione a chiedere ancora più tutele e queste non possono che venire dall’ulteriore militarizzazione.
Mala tempora currunt. Siamo sempre più lobotomizzati dai mezzi di distrazione di massa che celebrano l’approdo al Milan di Ronaldinho e ci delucidano sui frequentatori di locali per soli VIP in costa Smeralda. Sappiamo tutti che la vera Italia è quella che non entra nella televisione. La vera Italia è stata relegata a vivere ai margini, raccontata nei libri che nessuno compra o nei giornali. Andiamo alla scoperta di questa Italia. Comincia la caccia al tesoro!
Morti bianche e cadaveri muti Giovedì 12 Giugno 2008
Posted by triskeles in Agrigento, DIRITTI umani, Italia, Lavoro, Sicilia.add a comment
Dopo l’ennesima tragedia sul lavoro è necessario chiedersi se sia questo il “lavoro” sul quale è fondata la nostra Repubblica democratica, secondo il dettato del primo articolo della Carta Costituzionale.
Dopo tutte le tragedie dei tempi recenti ci si è dilettati nel tentativo di smuovere le acque con l’unico risultato di averle intorbidite ancora di più.
I datori di lavoro, i sindacati, la politica, sono davvero vicini ai lavoratori? Come è mai possibile che continiuamo a leggere pagine tristi come quelle di Mineo (CT) dopo tanti proclami?
Urge una risposta! Noi, nel nostro piccolo, ci sentiamo vicini alle famiglie delle vittime nel loro dolore ma uniti anche con i lavoratori che ogni giorno, INGIUSTIFICATAMENTE e INCONCEPIBILMENTE, rischiano la propria pelle!
Nel silenzio tombale dei media, invece, si è consumato oggi, ad Agrigento, l’ultimo atto di una sciagura ignorata da tutti. L’imam della città dei Templi ha celebrato i funerali di undici immigrati, vittime di un naufragio, che la pietà del mare ha restituito affinchè avessero una ultima dimora umana.
Disumana e impietosa è stata, invece, la caparbietà di giornali e televisioni nell’ignorare i fatti di cui si parla. Ma si sa che le vittime, anche se extracomunitarie, non piacciono tanto quanto i carnefici. Doppio Requiem, per le vittime del mare e per la LIBERA informazione!
Eroi Sabato 3 Maggio 2008
Posted by triskeles in DIRITTI umani, Fare memoria, Italia, Lavoro.1 comment so far
Una dedica tardiva ai lavoratori, a chi non fatica ad arrivare a fine mese e agli eroi che con stipendi da fame mantengono nella dignità una famiglia. Una dedica anche al mio babbo che dal primo maggio, dopo anni di lavoro e fatiche, è un pensionato.
Pio La Torre Mercoledì 30 Aprile 2008
Posted by triskeles in Antimafia, Fare memoria, Lavoro, Sicilia.add a comment
Ventisei anni fa, veniva brutalmente assassinato a Palermo, Pio La Torre. Sindacalista della CGIL, impegnato dapprima nella lotta a favore dei braccianti e poi nel Partito Comunista che lo vide Segretario Regionale in Sicilia.
Primo maggio, festa del Lavoro Lunedì 30 Aprile 2007
Posted by triskeles in Antimafia, DIRITTI umani, Fare memoria, Italia, Lavoro.add a comment
Queste sono le prime parole del poema democratico che si chiama Costituzione.
Il primo maggio è la festa del lavoro ma soprattutto dei lavoratori.
Qualunque tipo di lavoratore!
Auguri a te che hai la fortuna di avere un lavoro a tempo indeterminato e a te che questa fortuna non ce l’hai.
Auguri a te che fatichi e non riesci ad arrivare alla fine del mese e a te che non fai nulla ma alla fine del mese ci arrivi sperperando.
Auguri a te che sei entrato da poco nel mondo del lavoro con la tua laurea conquistata con fatica, che oggi ti vedi sfruttato in interminabili stage improduttivi e a te che sei contro i privilegi di classe ma lavorerai nella farmacia di papà
Auguri a te che hai un contratto di lavoro scaduto da anni e a te che devi fare solo una legge per sistemarti uno stipendino che misero non è proprio.
Auguri a te che hai il coraggio di rivendicare i tuoi diritti all’interno del tuo posto di lavoro e a te che non puoi fiatare per paura di ritorsioni.
Auguri a te che sei alle dipendenze di un dirigente d’azienda e a te che dipendi da un caporale che sfrutta il tuo status di immigrato irregolare.
Auguri a te che fai un lavoro noioso e sicuro e a te che rischi la vita in ogni momento.
Auguri ai morti eccellenti che magari il lavoro non seppero cosa fosse e a quelli morti sul lavoro e dimenticati.
Siamo la terra delle contraddizioni e della memoria breve
Per chi non lo sapesse oggi è il 25° anniversario della barbara uccisione di Pio La Torre e del suo assistente, dirigente del PCI siciliano e autore dell’art. 416bis del codice penale.
Domani sarà il 60° anniversario della strage di Portella della Ginestra. Dodici morti e 27 feriti.
La prima strage della storia Repubblicana. Il primo grande mistero di cronaca italiana del secondo dopoguerra. Opera di Salvatore Giuliano e dei suoi banditi appoggiati, dietro le quinte, dai servizi segreti dei paesi del blocco occidentale, allo scopo di arrestare l’avanzata del comunismo in Italia.
Ricordiamo queste ricorrenze. La memoria fa la storia. E un paese come l’Italia non può permettersi di dimenticare la propria storia.
Una storia che è stata gloriosa ma a tratti molto buia.



