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Paradossi italici Lunedì 22 Giugno 2009

Posted by triskeles in Bellachioma, Embrioni di regime.
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Sandro Bondi

Da qualche giorno, ci ritroviamo immersi nella cloaca massima creata dall’Eiaculatore matto e dai ricatti delle sue Veline “usa e getta”. Quel che accade dentro le mura di casa sua sarà pure una vita privata ma quando questi vizi cominciano a inficiare il prestigio delle Istituzioni (già abbastanza logoro), allora non c’è più nulla di privato.

Accade così che, a causa di una festa di compleanno, qualcosa si svegli nel Belpaese. L’opinione pubblica cerca di capire e comincia ad avanzare i propri dubbi sull’integrità morale del capo del Governo. La Repubblica riprende a fare quello che è nei compiti di un giornale. Indaga e informa. Tenta di formare una opinione pubblica che, allo stato attuale, è asservita al potere, sodomizzata dagli altoparlanti del regime, lobotomizzata dalle sue televisioni e da quella pubblica (quindi anch’essa sua!).

Oggi, il nuovo Vate, Sandro Bondi, ministro per i Beni e le Attività culturali, ciambellano di corte dell’Imperatore, in una lettera pubblicata su “il Giornale” (di berlusconiane fede e proprietà), accusa “la Repubblica” di essere una insidia per la nostra democrazia. Adesso, non negherò certo il principio di uguaglianza scolpito nell’articolo 3 della nostra Costituzione, in forza del quale, persone come lui possono diventare ministri della Repubblica. Fa riflettere tuttavia che chi riveste una tale carica, possa definire un quotidiano come un’insidia per la democrazia. Si tratta di un paradosso o il concetto di democrazia del ministro diverge dal mio e da quello di tantissimi italiani? Nella nostra idea di Democrazia esistono dei contropoteri e una opinione pubblica matura e non supina ma noi siamo degli idealisti e già immaginare che Sandro Bondi possa essere Ministro dei Beni e delle Attività culturali ci pare come un paradosso enorme, un ossimoro vivente!

Dichiarazione di voto Venerdì 5 Giugno 2009

Posted by triskeles in Elezioni, Varie e Personali.
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Sono stato molto combattuto in questi ultimi tempi a causa dell’indecisione sul voto da esprimere sabato e domenica. Non ho avuto dubbi sullo schieramento da scegliere perchè, è ovvio che la mia preferenza andrà al centro sinistra. L’indecisione verteva però sul partito. L’illusione del voto utile mi ha rapito per qualche giorno. Credo, tuttavia, si tratti solo di un ricatto cui ricorre il Partito Democratico per nascondere le sue debolezze e contraddizioni. Il peso di due candidature come quelle di Rita Borsellino e di Rosario Crocetta, poi, ha influito non poco. A loro due va il mio augurio e il mio sostegno morale ma non li voterò. Sicuramente accederanno agilmente al Parlamento Europeo ma il mio voto andrà a Sinistra e Libertà.

Voterò, dunque, Sinistra e Libertà e, poichè potremo scegliere il nome di chi mandare in Europa, a Claudio Fava. Già europarlamentare, “è capogruppo del PSE in Commissione Giustizia e Libertà pubbliche. Nel 2006 ha guidato la Commissione d’inchiesta del Parlamento Europeo sui sequestri illeciti operati dalla Cia nel territorio europeo. Proprio per il lavoro sulla CIA il settimanale britannico “The Economist” lo ha premiato come il miglior parlamentare europeo dell’anno 2007.”

La scelta l’ho maturata in queste ultime ore di campagna elettorale. Ho rifiutato la logica del voto utile, consapevole che un voto possa essere utile solo se espresso in piena libertà. Anche il mio voto, dunque, sarà utile. Per ridare voce a quella sinistra che è stata estromessa dalle Istituzioni (a causa anche delle sue contraddizioni e incoerenze). Una sinistra di cui, oggi, siamo orfani. Dalle ultime elezioni politiche è uscito un Parlamento sbilanciato al centro. Il Partito Democratico che avrebbe dovuto rappresentare la nuova anima riformista del paese ha deluso molti dei suoi elettori della prim’ora. Ha rinnegato molti dei valori su cui si basava, ha rinunciato a essere il partito degli italiani estromettendo dalla sua agenda politica temi quali il conflitto di interessi, la laicità dello Stato, i diritti civili. Non posso dar credito a un partito che conta, tra i suoi ranghi, gente come la Binetti. Le candidature della Borsellino e di Crocetta, nella circoscrizione Isole, sono state delle candidature forti che calamiteranno il voto di molti incerti. Non si può negare, tuttavia, che esse sono solo una coperta troppo corta che nasconde a malapena i tirannosauri della politica locale. I famigerati signorotti, di cui ho già parlato, sono i veri detentori delle leve politiche. Signori scelti per cooptazione e non per merito, espressioni di una politica contraria allo spirito delle primarie, vero strumento di democrazia interna, come ci insegnano gli Stati Uniti.

Elezioni europee Mercoledì 3 Giugno 2009

Posted by triskeles in Elezioni, Sicilia.
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In tutta Europa è tempo di elezioni. Anche in Italia e dunque anche in Sicilia.

Ho visto i manifesti elettorali imbrattare (e imbruttire) le città e i paesi. I candidati sorridono dai loro manifesti sfoggiando slogan improbabili. Poco credibili, politicamente inesatti e grammaticalmente errati. I soliti dinosauri professionisti della politica che si riciclano in Europa per misurare la propria forza elettorale e intimidatrice, per guadagnarsi un’altra retribuzione dorata e una pensione già maturata in giovane età.

Ho visto giovani che rinunciano ai propri sogni o che li declinano nella logica clientelare. Li ho visti rinunciare alle loro idee e alla propria intelligenza per elemosinare alla corte di signorotti locali un impiego che possa loro garantire una vita dignitosa. Questi feudatari si nutrono di queste speranze. Come vampiri attingono ai sogni della gente e si cibano del loro sangue. E’ questo il tempo della metamorfosi, il tempo in cui i signorotti si mostrano accanto alla gente, si fingono interessati ai problemi della collettività e disinteressati ai propri. Paradossalmente è anche il tempo dell’inversione dell’ordine delle cose. La politica che è lo strumento più alto del servizio agli altri diventa uno strumento per l’autocelebrazione e per l’affermazione della propria persona. Al termine di questa tornata elettorale, costoro avranno già misurato la propria forza. La faranno valere per poter ricattare (politicamente, si intende!) altri signorotti e avranno marcato il proprio territorio. Come cani, pisciando sui bisogni della colletività, avranno delimitato il proprio territorio nell’attesa di nuove elezioni che consentiranno loro di ampliare il feudo.